Sorbo

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Sorbus domestica, pianta della prudenza e della saviezza

Ogni albero, ogni pianta ha una fisionomia propria che le dà un certo carattere. Il sorbo cresce lentamente, non porta frutti se non quando ha acquisito tutta la sua forza e cioè dopo diversi anni. Ma allora il raccolto è assicurato. Ecco perché se ne fece l’emblema della prudenza e della saviezza.

Quando andiamo a piantare un sorbo ottenuto da seme, dobbiamo aspettarci il raccolto dopo 15-20 anni! Per anticiparne la carriera produttiva, si usa innestarlo su biancospino o su cotogno, e in questo caso, il primo raccolto arriverà dopo 8-9 anni.

Potremo impiantare un sorbo innestato su cotogno se il terreno a disposizione è molto fertile, mentre su terreni difficili dovremo scegliere l’innesto su biancospino.

E’ consigliabile non potare mai il sorbo per non indurlo a ritardare ancor più la sua fruttificazione.

 

Notizie botaniche

Della famiglia delle Rosaceae il genere Sorbus è conosciuto in più di cento specie e numerose cultivar. Il nome deriva dal latino sorbeo (assorbire).

Sorbus domestica, il nostro sorbo da frutto, fa parte del vasto gruppo frutticolo delle Pomaceae. Originario dell’Europa, Asia minore ed Africa settentrionale, è un albero di seconda grandezza (raggiunge anche 18-20 metri). Coltivato in Italia fin dall’antichità si adatta alle più svariate condizioni pedoclimatiche. Lo troviamo spontaneo dal livello del mare fino oltre mille metri di altitudine ed è quindi di facile coltivazione. Non richiede di solito alcun tipo di trattamento antiparassitario; un frutto antico dunque, particolarmente rustico molto apprezzato dal coltivatore amatoriale.

 

La pianta ha generalmente una bella chioma sferoidale, elegante e morbida, formata di numerosi rametti a portamento eretto. Le foglie sono imparipennate, caduche, composte da foglioline sessili, seghettate e brevemente appuntite, di un bel colore verde brillante, in autunno assumono una colorazione arancio rossastra, unica e bellissima.

I fiori sono bianchi, riuniti in corimbi all’apice dei rami dell’anno e compaiono in maggio.

I frutti di grandezza diversa a seconda delle varietà (da 5-6 grammi fino a 100 grammi) hanno anche forme differenti dalla periforme alla meliforme, dalla colorazione molto attraente a volte gialla, a volte rosso vivo o sfumata di arancio, a volte completamente rugginosa.

Al momento della raccolta quando sono più colorate e sode le sorbe hanno polpa allappante molto astringente e sono immangiabili, dopo il loro completo ammezzimento diventano divine di un bel colore ruggine con polpa morbida e vellutata dolce e aromatica. I frutti oltre che per il consumo diretto, sono apprezzati per confetture, liquori e un particolare tipo di sidro.

 

Del sorbo si utilizza anche il legno che presenta un certo pregio per compattezza e durezza. Spesso, nel ‘600-‘700 con questo legno si costruivano mobili da cucina, madie, tavoli, cassoni, ed era assai apprezzato anche in ebanisteria. Per queste sue molteplici caratteristiche nei poderi di un tempo, la pianta di sorbo non mancava mai.

 

Le varietà

Numerose sono le varietà di sorbo conosciute, data la facilità con cui la pianta si riproduce per seme, spesso classificate in base alla pezzatura dei frutti, alla loro forma ed epoca di maturazione. E così abbiamo:

‘Sorbo Rugginoso Settembrino’: varietà precocissima di media pezzatura, forma periforme ed epidermide completamente rugginosa

‘Sorbo Ottobrino Periforme’: varietà a frutto medio piccolo a forma di pera, con epidermide liscia, dapprima gialla e poi rossa verso la maturazione

‘Sorbo Ottobrino Meliforme’: come il precedente ma con frutti che assomigliano ad una piccola mela.

‘Sorbo Gigante Periforme’: è una varietà tipica del sud Italia, con frutti veramente grandi, maturazione metà tra settembre e ottobre nella zona vesuviana

‘Sorbo Gigante Meliforme’: frutti che raggiungono le dimensioni ed il peso di una piccola mela (80-100 grammi), varietà da amatori.

 

In conclusione il sorbo è proprio una pianta interessante per il giardino frutteto: è molto ornamentale in tutte le stagioni, ha un frutto squisito e particolare da gustare da fine estate fino all’inverno, poco esigente, ha solamente bisogno di un po’ di spazio (50-60 mq).

Per ultimo il detto popolare: il sorbo allontana le streghe.

 

VIVAI BELFIORE

Ugo Fiorini

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