Susino ‘Coscia di Monaca’

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La susina ‘Coscia di Monaca’ fa parte sicuramente della sottospecie Insititia, cioè delle susine di Damasco ed in effetti è una damaschina di tipo ovale con tutte le caratteristiche proprie delle damaschine, e cioè: albero di grandezza medio piccola, vigoria contenuta, con rami piuttosto corti ed internodi ravvicinati. Fiori abbodanti più piccoli di quelli del Prunus domestica; fioritura piuttosto tardiva, e quindi caratteristica molto apprezzabile per la coltivazione in luoghi freddi.

Come gli altri susini di Damasco anche la ‘Coscia di Monaca’ tende a produrre molto e soprattutto conosce minimamente l’alternanza di produzione, quindi è piuttosto costante nella fruttificazione.

Tale peculiarità, unita alla grande rusticità della specie, ne sconsigliano una potatura di produzione vera e propria, ma solo un leggero sfoltimento della chioma ad anni alterni.

Coltivazione

Le operazioni colturali quindi sono ridotte al minimo. Anche eventuali trattamenti crittogamici possono essere evitati, in quanto questa varietà non conosce grandi avversità.

Solo in fase giovanile, la pianta può essere attaccata da afidi e quindi possiamo aiutarla intervenendo preventivamente in primavera dopo il germogliamento e la prima pioggia, irrorando sulla chioma del macerato di ortica.

La riproduzione della coscia di monaca può essere fatta per innesto su Mirabolano, e così avremo soggetti che entrano in produzione velocemente, ma, cosa importante, per aver dei soggetti ancor più rustici, può essere fatta anche da semenzale, trattandosi di una cultivar popolazione che si riproduce piuttosto fedelmente anche per seme.

Il frutto

Rispetto alle susine moderne, le damaschine hanno generalmente una pezzatura molto più piccola e la coscia di monaca ricalca questa caratteristica. I suoi frutti, infatti, possono variare a seconda della forza delle piante e delle caratteristiche del terreno, da 18-20 fino a 30 grammi.

La forma del frutto è di tipo obovato, il colore dell’epidermide giallo-dorato, con eventuali macchie rossastre, il colore della polpa è giallo. La polpa è molto consistente, spicca a completa maturazione, di media succosità e sapore aromatico veramente apprezzabile.

Altra grande dote di questa varietà è la sua scalarità di maturazione e l’elevata conservabilità, cosa non comune nelle susine in genere.

Ne esiste una variante con buccia rossa, di caratteristiche altrettanto apprezzabili.

Le due coscia di monaca, sia la gialla che la rossa, possono essere validissime anche per il loro uso culinario. Dalle ottime confetture che da queste si ottengono, fino all’abbinamento con vari tipi di carni, senza contare il loro impiego in dolci di vario genere.

Luoghi di coltivazione

La varietà coscia di monaca si può coltivare un po’ ovunque, dal livello del mare fino ai mille metri d altitudine, in luoghi anche freddi con esposizioni abbastanza soleggiate. In natura si può ritrovare in tutto il bacino mediterraneo. In Italia è sporadicamente presente sia al sud che al centro nord e d è abbastanza diffusa nella Maremma toscana e nell’Oltrepò Pavese.

E’ una varietà rara, ma non a rischio di estinzione, in quanto come già detto si riproduce molto bene anche per seme.

Vale senz’altro la coltivazione nel frutteto amatoriale di frutti antichi.

Sinonimi

Scanarda nel Pavese

Cervellata a Milano

Buon Boccone a Genova

Catalana a Piacenza

Zucchella Gialla a Parma

Pappagona piccola a Napoli

Damaschina gialla in molti altri luoghi

Inquadramento sistematico:

Ordine – Rosales

Famiglia – Rosaceae

Sottofamiglia – Prunoideae

Genere – Prunus

Specie – Prunus domestica

Sottospecie – Insititia

Ugo e Giacomo Fiorini

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