Pesco

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Pesco (Prunus persica)

Tra le piante da frutto, il pesco è una delle più generose, caratterizzato dalla rapidità della pianta nella messa a frutto. Infatti, non è difficile avere il primo raccolto già al secondo anno dalla piantagione e, normalmente, la pianta si può considerare completamente formata e in piena produzione a partire dal quarto anno.

Tutte le varietà di pesco oggi coltivate sono autofertili cioè, per fecondare l’ovario e formare il frutto, non occorre il polline proveniente da una diversa varietà. Di conseguenza basta la presenza di una sola pianta per assicurare un copioso raccolto.

Purché sia in una posizione adeguata, piena luce e assenza di ristagni idrici, il pesco non ha particolari esigenze e la coltivazione non presenta difficoltà.

La carta d’identità del pesco

Specie e origine

Famiglia Rosaceae. Specie: Prunus persica. Origine Cina – Medio Oriente

Caratteristiche della pianta

Albero di medie dimensioni (max 6-8 metri). Il pesco richiede una buona illuminazione, mantenere quindi almeno 4-5 metri di distanza tra le piante. Rispetto ad altre piante da frutto la longevità è limitata, difficilmente supera i 15-20 anni d’età.

Ambiente e clima

Coltivabile su larga parte del territorio italiano, dalle aree mediterranee a quelle settentrionali, dalla pianura alla collina. Sopporta minime invernali anche rigide (-15°C), è invece sensibile alle gelate primaverili per la precoce fioritura. Nelle regioni più calde alcune varietà possono presentare una fioritura anomala e una scarsa fruttificazione per lo scarso numero di ore di freddo invernale.

Portinnesti

I più utilizzati sono il “franco” o “selvatico” ottenuto per seme da Prunus persica. Presenta un apparato radicale superficiale, teme i ristagni d’acqua e il calcare. Diffuso anche il GF677, un ibrido tra Prunus persica  e Prunus amygdalus (mandorlo). Questo portinnesto si adatta a terreni argillosi e mediamente calcarei, è consigliato per i reimpianti dopo l’estirpo di altre drupacee.

Avversità principali

Insetti: lepidotteri carpofagi: Cydia molesta, Anarsia lineatella; afidi (Myzus persicae)

Funghi: Bolla, Moniliosi (marciumi dei frutti)

Varietà coltivate

sono diverse centinaia, in continuo rinnovamento.

Utilizzazione frutti

Consumo fresco, cottura, confetture, sciroppati

Caratteristiche ornamentali

Bella fioritura primaverile di colore rosato, colori autunnali del fogliame giallo-rossi.

Dalla potatura alla raccolta

Il pesco fruttifica principalmente sui rami di un anno, che sono provvisti di una gemma apicale a legno, mentre quelle laterali sono a fiore.

Potature

Sulle piante giovani la potatura è molto semplice: basta eliminare qualche ramo nelle parti più dense della chioma e quelli troppo vigorosi a crescita verticale.

Diversamente, sulle piante in piena produzione è necessaria una potatura abbastanza “severa” per stimolare la formazione di nuovi germogli ed evitare che la pianta invecchi troppo rapidamente.

Indicativamente si devono asportare circa il 50% dei rami di un anno, eliminando quelli troppo deboli o troppo vigorosi.

Inoltre si deve cercare di mantenere ben illuminata la parte bassa ed interna della chioma, per evitare che i rami produttivi rimangano solo sulla cima e nella parte esterna della pianta. Per far questo si eseguiranno dei “tagli di ritorno”, accorciando i rami di due-tre anni e la cima per contenere lo sviluppo della pianta.

Diradamento dei frutti

Poiché l’allegagione è spesso abbondante diventa indispensabile un accurato diradamento dei frutti.

Il diradamento deve essere eseguito in epoca precoce, appena i frutticini hanno raggiunto le dimensioni di una noce. In questo modo si può avvantaggiare la crescita di quelli lasciati, riequilibrando il carico produttivo alle risorse della pianta.

Sotto l’aspetto pratico è necessario stabilire la quantità di frutti da lasciare sulla pianta. Prima di tutto si deve tener conto dell’età e della vigoria della pianta, considerando che piante giovani e molto vigorose sopportano un numero maggiore di frutti. Quindi si dovranno ripartire i frutti valutando la capacità di ogni singolo ramo. Ad esempio su un ramo esile sarà sufficiente un solo frutto; su uno di buon sviluppo si lasceranno più frutti distanziati di almeno 20-30 centimetri uno dall’altro, eliminando quelli troppo vicino all’apice.

Concimazione

Per assicurare uno sviluppo equilibrato non va trascurata la concimazione. In generale a peschi in piena produzione si possono distribuire, nell’epoca di fine fioritura-allegagione, circa 500-1000 grammi per pianta di un concime NPK contenente Azoto, Fosforo, Potassio in rapporti di circa 1:1:1,5/2 tra gli elementi.

Potatura estiva

Su piante giovani o molto vigorose, può essere utile eseguire un passaggio di potatura estiva 15-20 giorni prima della raccolta, eliminando i germogli più vigorosi per esporre i frutti al sole ed aumentare la circolazione dell’aria all’interno della pianta. In questo modo si facilita la maturazione, si riducono gli attacchi di marciumi sui frutti e si favorisce anche la lignificazione dei germogli che fruttificheranno l’anno seguente.

La raccolta

La raccolta deve essere seguita in passaggi successivi e ravvicinati poiché il processo di maturazione delle pesche è molto rapido, soprattutto con elevate temperature. E’ importante staccare solo i frutti nello stato di maturazione ottimale, perché una raccolta troppo precoce peggiora la qualità. Il colore è il principale indice per valutare il corretto stato di maturazione del frutto, considerando però il colore di fondo, che deve passare da verde a giallo, accompagnato ad una diminuzione della consistenza della polpa. 

Concimazione dopo raccolta

Il pesco è uno dei fruttiferi più esigenti d’azoto, quest’elemento andrà quindi somministrato in maggiori quantità rispetto ad altre specie. Per completare la concimazione dopo la raccolta (entro settembre) si potranno somministrare circa 200 grammi per pianta d’urea (contenente il 46% di azoto), o una dose equivalente di un altro fertilizzante azotato.

Quale varietà?

Se si dovessero elencare tutte le varietà di pesche si otterrebbe un elenco di diverse centinaia di selezioni, alle quali ogni anno nei cataloghi dei vivai ne vengono aggiunte di nuove.

L’esigenza del frutticoltore amatoriale non è quella di rincorrere l’ultima novità ma, piuttosto, di scegliere varietà ben conosciute ed affidabili, che non sono necessariamente le più recenti.

Tra l’altro, spesso le differenze tra due varietà sono impercettibili e si limitano a qualche giorno di differenza nell’epoca di maturazione, aspetto importante nei frutteti specializzati dove si cerca di avere un calendario di raccolta ininterrotto per tutta la stagione di commercializzazione.

Pesche comuni a polpa gialla
  • Rich May’: cultivar molto precoce, inizio raccolta 10 giugno, adatta per le aree meridionali
  • Springbelle’: cultivar produttiva e con buona qualità dei frutti; nocciolo non completamente staccato dalla polpa (semispicco); epoca di raccolta inizio luglio; come altre varietà a maturazione precoce sfugge agli attacchi estivi di cidia molesta, il “verme” delle pesche
  • Red Haven’ cultivar “storica” ancora valida per produttività e qualità dei frutti; inizio raccolta 20 luglio
  • Elegant Lady’ e ‘Rome Star sono due cultivar contemporanee con inizio raccolta il 10 agosto
Pesche comuni a polpa bianca
  • Iris Rosso’ la raccolta inizia ai primi di luglio; cultivar produttiva con frutti grossi e di buon sapore
  • Maria Bianca’ inizio raccolta fine luglio
  • K2’ una vecchia cultivar coltivata al nord con maturazione dal 15 agosto; forse grazie al suo nome la pianta è molto resistente alle basse temperature
Ad ognuno la sua pesca

Prima di dare qualche indicazione sulle singole varietà è bene illustrare le differenze che esistono tra le diverse tipologie di pesche, ognuna con caratteristiche ed utilizzi differenti.

All’interno delle pesche comuni, quelle con epidermide vellutata e tormentosa, possiamo distinguere varietà a polpa gialla o bianca. Le pesche a polpa gialla si possono considerare le varietà classiche. Adatte per il consumo fresco e confetture, presentano di solito il nocciolo staccato dalla polpa.

Le pesche a polpa bianca hanno un caratteristico sapore aromatico, polpa succosa e profumata. Anche l’aspetto esterno dei frutti tende ad essere meno colorato. Tra queste vi sono forse le pesche migliori come qualità gustative.

Il secondo grande gruppo è quello delle pesche nettarine, conosciute anche come “pesche noci”. I frutti presentano l’epidermide liscia come una susina, priva della peluria vellutata che non tutti gradiscono. Anche di pesche nettarine esistono varietà a polpa gialla o bianca.

Infine le percoche sono le varietà di pesche coltivate prevalentemente per l’industria conserviera. I frutti presentano una polpa molto consistente, quasi “gommosa”, che si mantiene per lungo tempo integra nelle preparazioni allo sciroppo. Sono varietà estremamente produttive.

Abbiamo riportato alcune delle varietà più diffuse o con caratteristiche particolari, suddivise per le diverse tipologie di pesche. Naturalmente, dato il grande numero di varietà esistenti, si deve considerare come un elenco completo.

(Nota: l’epoca di inizio raccolta è riferita alla Pianura Padana.)

Pesche nettarine a polpa gialla
  • Armking’ matura a fine giugno; cultivar produttiva, i frutti possono presentare spaccature, soprattutto al nord
  • Big Top’ inizio raccolta 15 luglio; frutti grossi, dal sapore leggermente acido ma gradevole
  • Independence’ raccolta fine luglio; una delle prime cultivar di nettarine diffuse; ancora valida per la produttività
  • Stark Red Gold’ una delle “madri” delle moderne nettarine, ma ancora valida per produttività e qualità dei frutti; inizio raccolta 10 agosto
 
Pesche nettarine a polpa bianca
  • Caldesi 2000’ inizio raccolta 10 luglio; cultivar produttiva con frutti consistenti
  • Caldesi 2010’ inizio raccolta 10 agosto; frutti molto grossi, consistenti e di ottimo sapore
Pesche percoche
  • Babygold 6’ inizio raccolta primi di agosto; molto produttiva e di ottima qualità; apprezzata anche per il consumo fresco
  • Andross’ matura dal 20 agosto, è una delle cultivar di percoche migliori per gli sciroppati
  • Babygold 9’ varietà molto tardiva, inizio raccolta prima decade di settembre; consigliata per le aree meridionali
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