Pesca sanguigna

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La pesca sanguigna, si può senz’altro associare al gruppo delle pesche Burrone Bianche, altrimenti identificati come pesche delle vigne. Si tratta quindi di una cultivar popolazione, cioè una di quelle varietà che possono essere riprodotte anche da seme e che quindi non hanno caratteri perfettamente identici alla pianta madre, ma risultanti da entrambi i genitori. E’ una pesca a polpa bianca spicca cioè ben staccata dal nocciolo; il succo a differenza delle altre burrone, invece di essere chiaro è rosso intenso, sanguigno o vinoso come si vuol chiamare e questi conferisce a tutta la polpa quell’aspetto rosso intenso caratteristico. La buccia stessa risulta di color rosso sangue, molto scura e singolare.

La regia scuola Agraria di  Pomologia di Firenze, all’inizio del secolo scorso la descrive sul suo catalogo speciale di piante fruttifere, come una varietà molto fertile, a frutto medio e polpa dolce, con maturazione settembrina. Ma essendo la pesca sanguigna, una cultivar popolazione, spesso riprodotta anche e soprattutto da seme, le caratteristiche sia di pezzatura, che di succosità, che di periodo di maturazione possono variare notevolmente. Si possono avere pesche sanguigne con maturazione piuttosto precoce (primi di luglio), a maturazione media-tardiva o anche molto tardiva (ottobre), pezzatura medio- piccola e medio-grande, polpa appena vinosa ma nche notevolmente vinosa, profumo intenso o molto intenso.

 

L’albero

L’albero di pesca sanguigna, in genere è una pianta vigorosa sia che venga innestato su franco che riprodotto per seme. Ha una fioritura intensa con fiori tipo rosaceo, quindi profumati, appariscenti e ornamentali. Resiste molto bene alle avversità parassitarie del pesco, come la Bolla, in genere supera lo stress e si riprende bene con l’avvento del caldo. Predilige come tutti i peschi, terreni sciolti e freschi di fondovalle ma si adatta notevolmente anche a quelli particolarmente argillosi e secchi di collina, dove dà un frutto di pezzatura più piccola ma di sapore e profumo più intensi.

 

Varietà vigorosa molto fertile per terreni freschi di collina

 

Coltivazione

Rusticità. È varietà molto rustica, si può adattare ad essere coltivata sia al sud che al nord ovviamente scegliendo le condizioni migliori.

Esposizione. Ha un fabbisogno in freddo medio, quindi nelle regioni del centro sud predilige esposizioni di media insolazione; al nord invece è consigliabile impiantare i soggetti essenzialmente a mezzogiorno. E’ importante ubicare la pesca sanguigna in luoghi al riparo da gelate tardive, che possono determinare la cascola delle gemme, dei fiori e dei frutticini, soprattutto  di quelli vicino a terra.

 

Avvertenze dìimpianto. Nei luoghi più freddi quindi è opportuno impalcare le piante un po’ più alte del solito (100-120 cm da terra). E’ bene al momento dell’impianto curare molto bene il drenaggio della buca, in quanto il pesco in genere, e questa varietà in particolare, risulta abbastanza sensibile ai ristagni idrici.E’ opportuno, nel caso si dovesse ripiantare un pesco dove era presente un altro pesco , innestare il pesco sanguigna su mandorlo, susino o GF 677, in quanto tutti i peschi sono molto sensibili alla stanchezza del terreno.

Potatura. Il pesco sanguigna, come tutti i peschi, fruttifica principalmente sui rami dell’ultimo anno e quindi è facile capire che per avere una buona fruttificazione, va stimolata ogni anno, la crescita dei nuovi rami che andranno a fruttificare l’anno successivo. E’ consigliabile quindi  oltre a diradare la chioma all’interno, favorire lo sviluppo di nuova vegetazione, praticando ogni fine inverno dei marcati tagli di ritorno nelle branche principali e secondarie.

Ovviamente sarà opportuno mantenere  una vegetazione rigogliosa e armonica.

In primavera, dopo l’allegagione, si consiglia un diradamento dei frutticini in eccesso, soprattutto sulle parti esterne dei rametti. Per evitare emanazione di gomma, è bene potare non in pieno inverno ma alla fine, durante la ripresa vegetativa, prima o subito dopo la fioritura.

 

Eventuale difesa naturale

Dato l’andamento climatico assolutamente anomalo, è consigliabile effettuare dei trattamenti naturali, soprattutto nella stagione primaverile, su tutte le piante e in particolare per i peschi consigliamo di irrorare i soggetti con propoli agricola nelle seguenti proporzioni: 200 ml  su 100 l di acqua ogni 10 gg a partire dalla fioritura.

 

VIVAI BELFIORE

Ugo Fiorini

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