Gelso bianco

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Il Gelso bianco è un bellissimo e grande albero originario dell’Asia che si è diffuso in occidente nell’alto medioevo. Era chiamato l’albero della seta, erroneamente ritenuto fino ad allora un prodotto delle piante. Quando fu svelato il segreto e vennero portati a Costantinopoli i primi bozzoli, si capì il tutto e non molto tempo dopo iniziò la coltivazione del gelso bianco. In precedenza i popoli occidentali conoscevano solo il gelso nero, simile per molti aspetti a quello bianco, ma profondamente diverso sotto altri.

Il gelso nero è un albero di dimensioni medio-grandi con foglie cuoriformi, coriacee e consistenti, di colore verde scuro e ruvide al tatto, quasi urticanti; produce una mora di medie dimensioni di colore rosso intenso, aromatica, che matura intorno alla fine di luglio.

Il gelso bianco invece è un albero imponente, con grandi foglie cuoriformi  eccezionalmente lobate, di colore verde chiaro, glabre in entrambe le pagine; produce frutti molto diversi a seconda delle sue varietà, con colorazioni dal bianco al nero, che maturano alla fine di giugno. E’ diffuso sporadicamente in tutti i paesi mediterranei, e si è spinto anche verso nord, dove il nero non è presente.

Non è più coltivato come alimento del baco da seta, ma principalmente come albero ornamentale di grande effetto e come albero da frutto in coltivazione amatoriale.

 

Classificazione botanica

I gelsi appartengono all’ordine delle Urticales, famiglia Moraceae, genere Morus. Morus alba è il bianco, Morus nigra il nero, Morus rubra il rosso, originario del continente americano.

 

Numerose sono le leggende intorno a questa bellissima pianta, cara agli antichi ma un po’ dimenticata dai moderni frutticoltori

 

Storie e leggende

Il gelso è da sempre considerato albero della sapienza poichè schiude le sue gemme quando il pericolo del gelo è senz’altro scongiurato. Plinio il vecchio ne distingue due varietà “l’ostiense” e “la tuscolana”, differenti soprattutto per le dimensioni del frutto.

Marziale descrive i frutti del gelso come medicamentosi contro i mali di bocca e arterie.

Palladio, dalla spremitura ed ebollizione delle more ricava un buon dolce chiamato Diamoron.

Secondo Dioscoride la pianta è una vera panacea in quanto i suoi frutti combattono i parassiti intestinali e fermano la diarrea; le foglie triturate guariscono le ustioni, le gemme a frutto, appese al collo, arrestano le emorragie, ma badate, solo se colte con la mano sinistra e che non abbiano toccato terra.

 

Coltivazione

Terreno. Il gelso bianco è un albero che si adatta a diversi tipi di terreno, da quelli argillosi calcarei a quelli sabbiosi, sciolti e non molto ricchi di sostanza organica.

Esposizione. E’ pianta abbastanza resistente al gelo, che ama le zone ventilate e aperte, dove non conosce avversità.

Irrigazioni. E’ avvantaggiato notevolmente nella sua crescita da irrigazioni di sostegno nei periodi di lunga siccità.

Potature. La forma di allevamento che viene in genere preferita è quella ad albero, libera, che viene formata con una spuntatura dell’astone a 80-100 cm in fase giovanile e succesivamente con piccoli ritocchi ai rami più disordinati. Non è consigliata nessuna potatura di produzione.

Spesso notiamo, nelle vicinanze di case di campagna, qualche gelso secolare con grosso tronco e chioma affastellata e ricca di succhioni. Queste piante sono il frutto di numerose capitozzature praticate in via continuativa quando venivano allevati i bachi da seta che necessitavano di foglie molto grandi e vigorose. Per la produzione dei frutti e per la salute e la bellezza della pianta, sono pratiche fortemente sconsigliate.

 

Fruttificazione

Il frutto del gelso è in realtà un’infruttescenza che botanicamente viene chiamata “sorosio”. La tipica mora di gelso, di colore variabile a seconda delle varietà, ha un sapore gradevolmente dolce e leggermente acidulo. Si può consumare sia fresca, subito dopo la raccolta, poiché di facile deperimento, oppure trasformata in succo e sciroppo. E’ molto apprezzata anche per deliziose marmellate e gelatine, si può tra l’altro consumare anche essiccata. I frutti hanno un buon contenuto di vitamina C, di carotenoidi, di zuccheri in genere.

Alcune parti della pianta (radici, corteccia, e foglie) hanno rivestito fin dai tempi antichi, notevole importanza in medicina.

Piantiamo i nostri gelsi in giardino e facciamoli crescere senza tanti interventi cesori, avremo delle piante armoniose, importanti e di rara bellezza

 

Varieta’

Numerose sono le varietà di Morus alba; ne esistono numerose a frutto bianco, con sorosio dolcissimo, quasi stucchevole, a frutto rosso, leggermente più acidulo, e moltissime a frutto nero, più tanniche, saporite, particolari.

Le varietà a frutto nero hanno il succo coloratissimo e macchiano come l’inchiostro. Sono in genere le preferite dai frutticoltori amatoriali specialmente quelle con sorosio di notevole dimensioni e peso (anche oltre i 12-13 gr).

Le more bianche solo le più adatte all’essiccazione, quelle nere le migliori per marmellate.

 

VIVAI BELFIORE

Ugo Fiorini

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