Fico

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Fico (Ficus carica)

Se volessimo raccontare la storia e mitologia del fico potremmo riempire diverse pagine: nella Bibbia è citato 34 volte; dai greci antichi era ritenuto un frutto degli dei, poi donato agli uomini. Già il nome botanico, Ficus carica, che gli venne assegnato indica quanto grande sia la generosità di questa pianta. In effetti molte caratteristiche hanno reso il fico una specie preziosa fin dall’antichità: la fruttificazione abbondante, le caratteristiche nutritive dei frutti e la possibilità di conservarli facilmente con l’essiccazione.

Poi, con l’avvento del progresso, l’uomo moderno si è quasi dimenticato di questo e di tanti altri, frutti minori. In realtà rispetto alle principali specie da frutto (melo, pero…) il fico ha dei problemi sia nella fase di coltivazione (raccolta molto scalare, esclusivamente manuale e molto onerosa) che nella commercializzazione (frutti molto deperibili e poco conservabili).

Le caratteristiche del fico che rendono problematica la sua coltivazione specializzata, sono invece dei pregi per la coltivazione amatoriale. Infatti non ha esigenze particolari di terreno, non richiede cure particolari (potature, trattamenti per la difesa…), fruttifica abbondantemente ma i frutti maturano in modo graduale e possono esser raccolti e consumati giorno per giorno, per un lungo periodo.

Inoltre anche il portamento e la forma del fogliame conferiscono al fico caratteristiche ornamentali da non trascurare. 

Rustico, adattabile e a bassa manutenzione

Oltre 900 sono le specie che appartengono al genere Ficus, originarie delle aree tropicali o subtropicali sono utilizzate nelle nostre aree come piante ornamentali in vaso. Il fico (Ficus carica) è l’unico componente di questo genere che si è adattato ad ambienti relativamente “nordici”. Trova un habitat ideale sulle coste del mediterraneo, ma vegeta senza problemi anche nelle aree interne della maggioranza delle regioni italiane fino a circa 1000 metri di altitudine. Si adatta sia ai terreni argillosi che a quelli ricchi di scheletro, poco fertili e aridi.

L’unico reale fattore limitante per il fico sono le minime invernali che possono danneggiare seriamente la pianta quando si avvicinano a -10°C.

Anche nelle aree con inverni rigidi può comunque vegetare e fruttificare purché sia piantato al riparo di una siepe o un muro esposto a sud.

E’ una pianta che predilige posizioni soleggiate, ideali per ottenere frutti abbondanti e gustosi. Lo sviluppo massimo della pianta adulta può raggiungere 8-10 metri di altezza. Il tronco è generalmente corto, con chioma ampia, molto ramificata e a sviluppo allargato. Le foglie possono avere forme variabili: generalmente palmate con tre lobi o più, di dimensioni medie o grandi. Ed anche le caratteristiche dei frutti hanno una grande variabilità: la colorazione va dal bianco al rosso-violaceo, la forma può essere appiattita, tonda o piriforme allungata.

Il fico è praticamente indenne dalle malattie, a volte compaiono infestazioni di cocciniglie che si possono però contenere con sistemi “meccanici” (spazzolature de su tronco e branche) oppure con trattamenti con olio minerale (“olio bianco”) a primavera.

Anche le cure colturali sono ridotte al minimo. Molto resistente alla siccità e provvisto di un apparato radicale ampio e profondo non richiede irrigazioni frequenti o concimazioni abbondanti.

Infine anche la potatura non è certo impegnativa. Si può eseguire qualche intervento durante la fase giovanile per guidare e formare la pianta. Diversamente nella fase adulta basta qualche leggero intervento per diradare e mantenere arieggiata la chioma.

Un frutto un po’ complicato

Le caratteristiche riproduttive del fico sono abbastanza particolari e per essere comprese meritano una spiegazione approfondita.

Come detto il fico appartiene al genere Ficus, famiglia delle Moraceae, e la specie è Ficus carica. In realtà vengono distinte due sottospecie: Ficus carica subsp. sativa (il fico coltivato) e Ficus carica subsp. caprificus ( il “caprifico” o fico selvatico).

I fiori sono molto piccoli, riuniti in infiorescenze, disposti in gran numero sulle pareti interne di un ricettacolo piriforme cavo che presenta un’apertura apicale. Dallo sviluppo di questo ricettacolo deriva il frutto che in realtà è un falso frutto, chiamato siconio. I veri frutti sono costituiti dagli acheni , che sono i “semini” presenti all’interno del fico, ciascuno dei quali deriva da un fiore.

Nelle varietà di fico coltivate sono presenti solo fiori di tipo femminile e per la maggioranza di queste la fruttificazione avviene per partenocarpia, cioè senza impollinazione. Per alcune varietà l’impollinazione è invece indispensabile. Per questo è necessaria la presenza del caprifico (fico selvatico) che all’interno del ricettacolo porta anche i fiori maschili che producono polline. Il trasporto del polline è affidato ad un insetto specifico, Blastophaga psenes, una piccola “vespetta” che vive e si riproduce sul caprifico.

Più fruttificazioni

Fioritura e fruttificazione possono avvenire più volte nel corso della stagione. Le varietà di fico domestico si distinguono in unifere, bifere e trifere a seconda che la fruttificazione avvenga da 1 a 3 volte all’anno.

La prima fruttificazione avviene all’inizio dell’estate (giugno-luglio). Sono i “fioroni” (o fichi primaticci) che si formano sui rami di due anni.

La seconda è quella di fine estate-inizio autunno rappresentata dai fichi “forniti” (o fichi veri). Si formano sui rami giovani, cresciuti nel corso della stagione estiva, e sono spesso molto dolci e saporiti.

Alcune varietà, dove il clima è più mite, riescono a fruttificare una terza volta con i fichi “cimaruoli”, che si formano sulle cime dei rami.

Per saperne di più

Ugo Fiorini “Il Fico: pianta mediterranea della fortuna. Antiche varieta’ per il frutteto famigliare, il giardino e il terrazzo” edizioni Masso delle Fate

L’autore è titolare dei”Vivai Belfiore” di Sant’Ilario, Lastra Signa (FI) dove è presente una collezione di 80 varietà di fichi

telefono 055.8724166  su internet  www.vivaibelfiore.it

Tante varietà

Esistono tantissime varietà di fichi, probabilmente diverse centinaia; molte sono antichissime.

In Italia sono le aree interne del sud (Cilento, Cosentino e Sicilia) dove la coltivazione del fico rappresenta un certo interesse economico per la produzione di frutti essiccati.

Diversamente il fico è presente un po’ dovunque come coltivazione marginale o amatoriale. Come per altre specie minori mancano studi e ricerche sul patrimonio varietale e si genera spesso confusione poiché a livello locale esistono denominazioni diverse per la stessa varietà.

A volte diventa quindi difficile reperire una determinata varietà e si dovrà cercare tra i vivai specializzati in piante da frutto.

Conservazione

Pur con le differenze esistenti tra le varietà, i fichi possiedono alcune prerogative peculiari.

Sono frutti molto ricchi di zuccheri ed è grazie a questa caratteristica che si possono facilmente essiccare anche a livello domestico. Basta selezionare fichi ben maturi, perfettamente sani, disporli su un graticcio, eventualmente protetti da un telo di garza. I graticci vanno posizionati in pieno sole durante il giorno e riparati al coperto durante la notte per evitare che assorbano umidità. Nell’arco di circa 2 settimane l’essicazione sarà completa. Nel caso il sole fosse scarso si potrà completare l’essicazione in forno a calore moderato.

Per il consumo fresco va posta una grande attenzione alla raccolta. E’ fondamentale individuare il momento giusto poiché quando vengono staccati la maturazione dei fichi si arresta completamente e la serbevolezza dei frutti è limitata a pochi giorni.

Serve una grande attenzione nelle operazioni di raccolta anche perché i frutti sono molto delicati e, nel distacco dal ramo, si deve mantenere integro il peduncolo, stando molto attenti a non lacerare la buccia.

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