Fico, varietà dimenticate del Nord Italia

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Varietà dimenticate di fico adatte alla coltivazione nelle regioni del nord Italia

Il fico, come tutti sappiamo, è pianta tipica mediterranea. Nelle regioni italiane del centro-sud ritroviamo innumerevoli varietà dal gusto squisito: fichi bianchi, fichi neri, rossi, paonazzi, perfino a strisce di vari colori. C’è da sbizzarrirsi. L’ambiente è idoneo per la coltivazione, il sole e il caldo generalmente non mancano e quindi la coltura del fico è relativamente facile. I raccolti sono abbondanti. Nel nord Italia invece, in ambienti più freddi e con notevole umidità, sia dell’aria che del suolo, risulta molto più difficile avere dei buoni frutti di fico. Sono senz’altro da preferire varietà con siconio (questo è il nome del frutto del fico) piccolo o al massimo di media pezzatura e non molto ricchi di polpa, poiché questa con elevato valore di umidità spesso inacidisce. La maturazione ottimale deve essere non troppo tardiva, considerato la limitata insolazione e le temperature più basse. La scelta è quindi limitata. Per trovare delle varietà interessanti adatte al nostro scopo dobbiamo per questo riscoprire alcune antiche tipicità regionali. Qui ne descriviamo quattro, decisamente meritevoli di coltivazione.

FICO DALL’OSSO
Tipicità piemontese anticamente coltivata soprattutto nella zona del pinerolese e descritta dai più importanti pomologi. E’ un fico nero con polpa rosso vivace che fruttifica sia sui rami di un anno, portando a maturazione dei buoni fioroni, sia sui rami nuovi, maturando degli ottimi forniti in agosto-settembre. Il fornito (e più raramente anche il fiorone), nel 20-30% dei casi, si presenta come un frutto abbastanza bizzarro. Durante la crescita si evidenzia una strozzatura a circa metà della sua lunghezza. L’epidermide vicino all’ostiolo (apertura inferiore), si avvolge su se stessa verso l’interno del frutto, indurendosi a formare una sorta di nocciolo. Da qui il nome di fico ‘Dall’Osso’ o ‘Fetifero’ (che porta un feto). In alcuni casi, ad un certo punto della maturazione, la parte inferiore del fico mutato diventa nera prima della parte superiore, e quindi il frutto si presenta nel suo insieme bicolore. Negli altri casi, anche a seconda dell’andamento stagionale, le due parti assumono colorazione più o meno scura in contemporanea. Il restante 70% dei frutti è periforme, leggermente allungato. Il sapore è ottimo in entrambi i tipi di fruttificazione.

FICO SEGALIN O SECCALINO
Piccolo fico tipico del Veneto, che può essere coltivato anche nelle zone di pianura ricche di umidità. E’ piccolo e abbastanza asciutto e non inacidisce mai. La polpa è rosso intenso, la buccia è verde scuro e il frutto, se lasciato sulla pianta nella stagione favorevole, secca diventando marrone chiaro con una polpa di una dolcezza insuperabile. La varietà è generalmente unifera, cioè produce solo forniti, con una scalarità di maturazione da fine agosto a metà ottobre.

FICO MORO DI CANEVA
Fico particolare della provincia di Pordenone, per l’esattezza del paese di Caneva. Moro, come dice il nome, viola scuro con riflessi più chiari, esile, allungato e con epidermide sottilissima. Polpa rossa morbida e saporita. Produce anche qualche fiorone in luglio, ma apprezzatissimi sono i suoi forniti in agosto-settembre, morbi e dolci e raramente acidi. E’ una grande realtà frutticola locale, ma si può coltivare con successo anche in altre zone del nord.

FICO SALAME
E’ un ottimo fico bianco tipico dell’Oltrepò pavese, con un’inconfondibile forma allungata a salamino. Doppia fruttificazione: buonissimi i fioroni ai primi di luglio e insuperabili i forniti ad agosto-settembre. Polpa rossa fine e zuccherina. Raramente inacidisce; grazie alla sua forma stretta e lunga ha quantità limitate di polpa e si raggrinzisce velocemente essiccando anche sulla pianta.

Coltivazione
Naturalmente tutte queste varietà tipiche delle regioni del nord si possono coltivare anche al centro sud Italia, ottenendo frutti più zuccherini. La coltivazione del fico è in genere piuttosto semplice; basta disporre di un’ubicazione in pieno sole riparata dai venti più gelidi. La pianta di fico non ha esigenze particolari di terreno, ma solo necessità nei primi anni di impianto di essere annaffiata copiosamente. Una volta radicata non richiede cure continuative, è resistente alle avversità parassitarie e nelle annate favorevoli ha produzione molto generosa.

In contenitore
Tutte le varietà descritte possono essere coltivate per alcuni anni anche in contenitori di medio grandi dimensioni, in esposizioni a pieno sole. Un ruolo molto importante nella coltivazione in vaso lo assume l’irrigazione. Si raccomanda di annaffiare copiosamente, facendo però asciugare bene il terreno tra un’annaffiatura e l’altra. Le piante di fico coltivate in vaso andranno concimate almeno due volte l’anno (in autunno e in primavera) con dello stallatico naturale ben stagionato.

VIVAI BELFIORE
Ugo Fiorini
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