Corniolo

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Fin dall’antichità si hanno importanti notizie sul corniolo. I Greci lo avevano consacrato ad Apollo, e a quei tempi, il corniolo, oltre che eloquenza e poesia, impersonava la pazienza e la meditazione.

Romolo fondò la sua Roma con il giavellotto di corniolo e da lì la pianta prese radice. Crebbe, si fece albero, e impersonò il coraggio virile e la durata del nascente impero.

Plinio il Vecchio stesso ci narra come il suo legno durissimo e compatto fosse usato nei più svariati utensili, come raggi di ruote, perni dei frantoi e poi frecce e lance, tanto da essere chiamato il “legno dei prodi”, e da qui l’appellativo “maschio”.

Dioscoride e Galeno ne raccomandavano il frutto per le sue proprietà astringenti e come rinforzamento degli aceti.

Numerosi altri pregi venivano elencati dall’antica farmacologia. Dalle foglie veniva ricavato buon foraggio per ovini e in alcuni paesi venivano addirittura usate per ottenere un ottimo thè. Senza dimenticare inoltre le proprietà tintorie della corteccia e l’uso dei rami nella concia delle pelli. Pianta dunque utilissima in tutte le sue parti oltre lo squisito frutto.

Inquadramento botanico

Cornus mas (mascula), il corniolo da frutto che noi conosciamo, appartiene all’ordine delle Umbelliflorae, famiglia Cornacee, genere Cornus.

Allo stesso genere appartengono quasi cinquanta altre specie diffuse più o meno in tutti i continenti tra cui spiccano per il loro frutto edule solo tre specie: Cornus seucica e Cornus officinalis, originarie dell’estremo Oriente e Cornus mas appunto originario dell’Europa centro meridionale e del Medio Oriente. Il corniolo è un arbusto espanso od un alberello alto fino a 7-8 metri, deciduo e a lento accrescimento. Ha apparato radicale ben sviluppato, fusto abbastanza contorto, chioma densa e irregolare.

I fiori sono di un colore giallo intenso e appaiono sulla pianta quando ancora in inverno tutto intorno riposa (fine gennaio, primi febbraio).

La pianta in questo periodo dà spettacolo in mezzo al bosco o ai margini e si fa veramente notare. I fiori sono ermafroditi e molto spesso autofertili, ma per una sicura fruttificazione è consigliabile piantare più esemplari nelle vicinanze. Le foglie sono opposte, alterne, verdi e intere. Risultano molto decorative in autunno, quando prima della caduta assumono tonalità rosse e rame.

I frutti hanno la forma e la grandezza di una piccola o media oliva a seconda delle varietà.

Sono generalmente rosso fuoco, a volte gialli o giallo arancio e devono essere consumati ben maturi o stramaturi, altrimenti risultano tannici e astringenti.

All’interno degli stessi c’è un unico seme. Hanno un buon sapore acidulo e sono favolosi per ottime marmellate di un paziente cuoco. Possiedono proprietà lassative, sono ricchissimi di vitamina C e sono da considerarsi senz’altro una curiosità alimentare.

Note di coltivazione

Il corniolo è una delle piante da frutto più rustiche ed adatte per un frutteto familiare.

Bellissimo anche come pianta ornamentale, sia in autunno – inverno che in fase di fruttificazione.

Può adattarsi a qualsiasi esposizione e ad ogni tipo di terreno, anche difficile, dal livello del mare fino ad oltre mille metri di altitudine. Per contro preferisce terreni freschi, esposizioni di mezz’ombra e suoli decisamente calcarei (non a caso è pianta indicatrice appunto dei suoli calcarei; dove cresce spontaneo).

E’ consigliabile coltivare la pianta nella sua forma naturale, cioè arbustiva o di piccolo albero, intervenendo il meno possibile con le potature. Lasciamo quindi le piante a se stesse, e interveniamo unicamente per eventuali piccole correzioni o lievi sfoltimenti della chioma, permettendo ai nostri bei cornioli di ben fruttificare e vivere anche 300 anni. In coltivazione amatoriale non si conoscono avversità parassitarie degne di nota e possiamo consigliare eventualmente solo uno o due irrorazioni primaverili della chioma con propoli agricola.

La specie non è molto resistente all’inquinamento atmosferico.

Varietà

Premesso che nella maggior parte dei frutteti amatoriali si coltiva la specie Cornus mas riprodotta da seme o, al più, da talea erbacea o semilegnosa, risultano però interessanti anche le numerose varietà orticole ottenute negli ultimi decenni, con frutti di dimensioni più apprezzabili, a varia tonalità di colore dei frutti e delle foglie, e a maturazione differita.

Pertanto ne segnaleremo alcune, ottenute generalmente da innesti su semenzali di uno o due anni:

  • ‘Elegant’: fioritura precoce e frutto medio piriforme
  • ‘Jolico’: frutti rossi abbastanza grandi
  • ‘Fastigiata’: a portamento colonnare
  • ‘Yellow’: con frutti di colore giallo intenso
  • ‘Golden Glory’: bella fioritura con frutti persistenti sulla pianta e maturazione tardiva
  • ‘Macrocarpa’: frutti di notevoli dimensioni
  • ‘Albocarpa’: a fruttificazione molto chiara
  • ‘Red Star’: frutti vistosi abbastanza rotondi di buon sapore
  • ‘Pioneer’: grossi frutti aromatici e polposi

E ancora tante altre, c’è da sbizzarrirsi con questo bell’arbusto consigliabile in giardino e in frutteto, per la delizia degli occhi e del palato, per succhi, sciroppi e marmellate.

Ugo e Giacomo Fiorini

Vivai Belfiore

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