Spinacio di Malabar

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Lo spinacio di Malabar appartiene alla Famiglia delle Basellaceae, è originario dell’Africa tropicale e dell’Asia, il suo nome scientifico è Basella alba.

Lo Spinacio di Malabar è una pianta perenne, nei suoi luoghi di origine, e può raggiungere i 9 metri di altezza. Essendo un rampicante ha bisogno di un graticcio o di appoggiarsi ad altre piante vicine. Le condizioni migliori di crescita per la pianta sono il caldo estivo ed anche il pieno sole, però produce foglie più grandi, succose e gustose se posta in ombra parziale nelle ore centrali della giornata. È pianta molto interessante e attrattiva per il suo aspetto insolito e per la sua rapida crescita che le consente di fornire grandi quantità di foglie e germogli in periodi molto caldi, quando tutte le altre piante dell’orto entrano in un momento di stasi produttiva.

 

Coltivazione

La propagazione  è molto semplice: o per seme o per talea di germoglio. Il seme è facilmente reperibile dalla pianta stessa, che fiorendo per tutta la stagione estiva, ne produce una grandissima quantità. Il seme raccolto nell’autunno precedente si pone in acqua per una notte, poi si procede alla semina su letto caldo a febbraio-marzo, oppure in vaso o piena terra per semine più tardive ad aprile-maggio. Quando la pianta ha raggiunto l’altezza di 5 cm, è pronta per essere trapiantata. Nei nostri climi la basella è da considerarsi come una pianta annuale poiché non è in grado di superare l’inverno se non in un ambiente che non scende al disotto dei 15°C.

Se si mette a dimora in un vaso il terreno di trapianto deve essere specifico per erbe aromatiche (granulometria grossolana e una parte di scheletro), se posta a dimora nell’orto, il terreno deve essere ben lavorato e ricco di sostanza organica e drenante.

A circa quindici giorni dal trapianto è necessario predisporre un graticcio o sostegno per permettere alla pianta di arrampicare, non è necessario legarla, basterà guidarla verso i sostegni e la pianta sarà in grado di utilizzarli in autonomia. Inoltre si dovrà iniziare la concimazione per favorire lo sviluppo (concime lenta cessione o concime liquido da orticoltura alle dosi consigliate).

In autunno la pianta presenta delle spighe ricoperte da bacche di colore viola scuro che contengono i semi da utilizzare per la propagazione. Si consiglia di far essiccare le bacche sulla pianta e di raccoglierle in un secondo momento per evitare di tingersi con il succo delle bacche.

 

Le Baselle sono di due tipi: Basella alba con stelo e foglie completamente verdi e fiori bianco rosa sfumato, e Basella rubra (o per alcuni Basella alba var. rubra) con stelo rosso e foglie che tendono a colorarsi di porpora se ben esposte al sole, fiori bianco-rosa carico.

 

In cucina

Lo Spinacio di Malabar è anche molto buono in cucina. Contiene un elevato livello di vitamine A, B, C, calcio, magnesio, fosforo, manganese, zinco, ferro e rame, ed è ricco di mucillagini, ottime per la depurazione del corpo. Si tratta di una pianta con un elevato livello nutrizionale e utilizzabile come fosse uno spinacio tradizionale con il vantaggio di offrire le sue foglie durante il periodo estivo. L’uso in cucina è facile e intuitivo. Le giovani foglie crude si aggiungono alle insalate o anche a panini farciti, mentre le foglie più grandi sbianchite in acqua bollente, si usano come contorno o per ripieni di pasta. I germogli sbianchiti in acqua bollente si consumano come gli asparagi e sono ottimi abbinati alla frittata. La presenza di mucillagini nella composizione della pianta ci permette di utilizzare i germogli tagliati finemente o anche le foglie come addensanti di sughi e intingoli. Il succo rosso delle bacche ha un elevato potere colorante e nei paesi di origine della pianta è usato come inchiostro ed anche come colorante alimentare in pasticceria, il succo è aggiunto alla limonata. Per finire possiamo dire che lo Spinacio di Malabar è una pianta dai molteplici usi sia gastronomici sia estetici e sicuramente è da provare nell’orto, in giardino ed anche in terrazzo.

 

Roberta Zaltieri
AZ. AGR. LA MARGHERITA
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