Aglio rosa ‘de Lautrec’

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Probabilmente originato da una mutazione locale di piante che la leggenda narra fossero date in cambio di un pasto da un pellegrino senza denaro di passaggio a Lautrec…

L’aglio rosa francese ‘de Lautrec’ è a volte commercializzato nel nostro paese come aglio rosa ‘du Tarn’, l’equivoco è subito chiarito si tratta di un prodotto a marchio Label Rouge dal 1966, il primo sistema di certificazione dei prodotti di qualità francesi, proviene da un’area di circa 360 ettari sulle pendici argilloso calcaree del Tarn di cui Lautrec è il centro più importante.

Area a clima mite grazie alla doppia influenza del Mediterraneo e dell’oceano Atlantico dove l’aglio rosa è coltivato dal Medioevo. Dal 1996 ha ottenuto il marchio IGP.

Le caratteristiche di questo prodotto giustificano il prezzo certamente alto: aroma dolce e intenso senza essere aggressivo con persistenza nel tempo molto minore, utilizzabile dunque senza problemi delle note conseguenze sociali. Lo slogan con cui è pubblicizzato è “Ne dites pas ail avant de l’avoir gouté”, “non dite aglio prima di averlo gustato”.

Le teste d’aglio si presentano regolari e piene, con spicchi ben separati, di colore rosa intenso soffuso e listati da segni più scuri. Togliendo la “camicia” si può notare come il germoglio sia pieno e ben sviluppato. La pianta non presenta caratteristiche diverse dalle altre forme.

 

Raccolta

La pianta deve essere tolta dal terreno intera, senza essere privata di foglie e radici, e appesa a essiccare in un luogo arieggiato e all’ombra, dove perderà un quarto del suo peso. Solo quando i bulbilli saranno pronti, si eliminano le radici e le foglie ad eccezione dell’ultima che consente di mantenere la testa coesa senza nasconderne il colore.

A questo punto si confezionano in “manouille”, non in trecce, ma in mazzi con gambi affiancati di lunghezza diversa così da ottenere lo stesso effetto. Il processo di essicazione è naturale e richiede tempo ma consente di conservare ancora pieni gli spicchi da un anno all’altro.

 

A conferire all’aglio le sue caratteristiche peculiari sono sostanzialmente quattro elementi:
– il materiale di partenza
– il clima mite che consente una coltivazione anticipata
– la natura del terreno argillosa calcarea
– il rispetto delle le istruzioni di coltivazione indicate dal disciplinare di produzione
 

Coltivazione nell’orto

I semi prodotti dalle infiorescenze sono sterili e l’aglio rosa si coltiva solo a partire dai bulbilli, che devono essere posti nel terreno nei mesi di dicembre e gennaio. All’inizio del mese di giugno si provvede, passando pianta per pianta, a eliminare lo scapo fiorale. Alla fine dello stesso mese è tempo di raccogliere.

Nella coltivazione dell’aglio la principale operazione colturale resta la lotta alle malerbe che deve essere eseguita con una leggera zappettatura del terreno e l’eliminazione manuale. La zappettatura serve anche a rompere la crosta del terreno che si può formare con l’azione battente della pioggia, mantenere soffice e permeabile il terreno, interrompere la risalita per capillarità dell’acqua dagli strati profondi.

Si dovrà irrigare solo in periodi di scarsità d’acqua, sempre bagnando le piante al piede con modesti quantitativi d’acqua, senza mai saturare il terreno. Non bagnare in prossimità del raccolto.

Tutte le operazioni devono essere svolte restando all’esterno dell’aiuola per evitare di compattarlo con il calpestio.

 

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