Abelia

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Con quelle due lettere iniziali che lo pongono sempre al vertice di qualunque elenco botanico, Abelia è il primo, fra tutti i generi di piante ornamentali, a presentarsi agli occhi dei lettori di libri di giardinaggio intenti a scorrerne il sommario. Ma Abelia non si limita a vantare un semplice primato di ordine alfabetico, perché i suoi pregi orticoli ed estetici sono così numerosi che ci sarebbe quasi da stupirsi se non se ne incontrasse almeno un esemplare all’interno di ogni giardino. Soprattutto, questi arbusti fanno parte di quella categoria di piante che sono in grado di rappresentare il simbolo della stagione cui appartengono e, in pari tempo, hanno la capacità di evocare le memorie di profumi, rumori, persone e giardini con i quali sono associati. Magari non presentano aspetti altamente spettacolari, ma possono dare molta linfa ad un giardino, semplicemente fornendo quella dimensione in più che è legata ad un interesse personale. Inoltre le A. costituiscono una risorsa preziosa per tutti coloro che, al termine delle rigogliose fioriture d’inizio estate (Weigela, Philadelphus, Deutzia ecc.), si guardano attorno un po’ smarriti e quasi disarmati. E’ questo il momento delle A., che entrano in scena durante i mesi più caldi e portano avanti il loro compito fino ad autunno inoltrato, sia con le prolungate fioriture sia con i brillanti colori del fogliame, dei rametti e dei sepali persistenti.

In breve

Tipo di pianta: Arbusto sempreverde o deciduo

Famiglia: Caprifoliaceae 

Parenti stretti: Dipelta, Kolkwitzia, Weigela

Dimensioni massime: ↑ 3 x ↔ 4 m (ma spesso ↑ 150 x ↔ 200 cm)

Portamento: Cespuglioso con rami aperti o arcuati

Foglie: Opposte, intere o dentate, ovate

Colore foglie: verde brillante, lucente

Fiori: solitari o a piccoli mazzi, tubulosi o ad imbuto: bianchi, rosa, rosso

Rusticità in Italia: buona (tranne A. floribunda).

Un po’ di botanica 

Originarie di un vasto areale comprendente la zona himalayana, la Cina, il Giappone e il Messico, le 15 specie di A. sono rappresentate esclusivamente da arbusti più o meno alti, con fogliame sempreverde o deciduo, formato da foglie opposte, intere o dentate ai margini, con fiori solitari o in piccoli mazzi, solitamente su corti getti laterali, in qualche caso talmente appressati fra loro da formare infiorescenze composte. La corolla del fiore è campanulata – con un tubo ad imbuto e con un evidente rigonfiamento basale – è colorata di bianco, rosa, violetto o rosso, ed in qualche caso è anche profumata. Il genere è suddiviso in due sezioni. La prima, chiamata “Abelia”, comprende alcune specie – fra cui spicca la notissima A. x grandiflora –  ed è caratterizzata da fiori ad imbuto o a campanula. La seconda sezione – chiamata “Zabelia” – presenta invece fiori con corolle a forma di piccolo vassoio con petali distesi all’infuori.  

Salvate dai predoni

La storia del ritrovamento dei primi esemplari di A. non è del tutto chiara, anche se pare accertato che il primo scopritore fosse stato, nel 1816-17, il dottor Clarke Abel, che era un medico aggregato ad una spedizione inviata in Cina dal Governo inglese. Il dottor Abel, durante il viaggio, s’imbatté in un arbusto di A. chinensis, ma naturalmente non fu lui a stabilire la denominazione di quella nuova pianta, che dovette attendere una trentina d’anni prima che uno specialista riuscisse a classificarla in modo più preciso. Il botanico – che giustamente dedicò queste piante alla memoria di Abel – fu in un primo tempo John Lindley, ma in seguito una prima accettabile definizione dell’intero genere Abelia venne messa a punto da Robert Brown. Ciò che invece non viene ricordato spesso è che questa specie non fu introdotta in Europa dai suddetti personaggi, bensì da un altro “cacciatore di piante”, Robert Fortune, che riuscì a salvarla, insieme ad un esemplare di Campanula grandiflora, da un assalto di predoni che lo avevano aggredito durante la sua spedizione in Cina del 1843. Ecco perché A. chinensis riuscì a fiorire per la prima volta in Europa solo nel 1844, nel giardino della Horticultural Society di Londra, a Chiswick. La specie, tuttavia, per lungo tempo fu al centro di una certa confusione, poiché il vecchio nome assegnatole dal Lindley, A. rupestris, fu spesso ritenuto valido anche dopo la scelta definitiva del nuovo binomio Abelia chinensis.

Abelia x grandiflora

A. x grandiflora è un ibrido di gran successo, la cui caratteristica principale è appunto quella di offrire fioriture abbondanti che oltretutto si prolungano anche per mesi. L’arbusto fu ottenuto incrociando A. chinensis con un’altra specie, sempre cinese, chiamata A. uniflora, tra l’altro fondendo il carattere spogliante della prima con quello sempreverde della seconda. Inoltre, A. chinensis è più bassa, ha foglie più lunghe ( fino a 4 cm ) e fiori bianchi appaiati e profumati, con corolla ad imbuto; al contrario A. uniflora arriva a 180 cm di altezza, è fornita di foglioline di circa 2 cm, e presenta fiori un po’ simili a quelli delle Digitalis, dal colore lattiginoso e dalla fauce screziata d’arancione. Tutti questi aspetti si sono mescolati o si sono equamente distribuiti nella nuova pianta ottenuta, che infatti è alta circa 180 cm, è semi – sempreverde, ha rami sottili e arcuati e splendide foglie, di un verde lucente sopra e più chiaro sotto, la cui lunghezza varia fra i 2 e i 6 cm. I suoi fiori, raggruppati fino a 4 sul ramo dell’anno, mostrano un bel colore bianco spesso con sfumature rosa, mentre non meno attraenti risultano i sepali, che soprattutto in tarda estate appaiono colorati di violetto. Non è ben chiaro, storicamente parlando, dove e da chi l’ibrido fosse stato realizzato, ma sappiamo che la prima apparizione europea avvenne per opera dei celebri vivaisti Rovelli di Pallanza (Lago Maggiore) : è probabile che essi stessi l’avessero creata prima del 1880, lanciandola poi sul mercato nel 1886 con il nome di Abelia rupestris grandiflora. Oggi questa pianta non teme alcuna concorrenza all’interno del genere Abelia, anche perché è la più rustica ed è anche quella che offre le migliori opportunità nella costituzione di nuove cultivar, per adeguarsi a tutte le esigenze paesaggistiche.

Cultivar e ibridi

Fra le diverse cultivar di A. x grandiflora, ‘Goldstrike’ sfoggia foglie variegate con un brillante giallo – oro, così come ‘Prostrata’ si presenta con l’interessante vantaggio di non saper crescere più di mezzo metro, con un piacevole portamento quasi strisciante. ‘Francis Mason’ ha un fogliame giovane che sfoggia tinte arancione ramato, mentre le foglie adulte sono irregolarmente marginate di giallo-verde. ‘Hopleys’, alta solo fino ad 80 cm,  ha invece foglie variegate di giallo che diventano rosa scuro in autunno, con una fioritura molto più abbondante di ‘Goldstrike’: essa è una mutazione di ‘Francis Mason’ che però talvolta ha il difetto di ritornare al verde nel corso della stagione. La variegata ‘Sunrise’ ha fiori bianco-rosati e profumati, mentre ‘Confetti’ si vanta di avere piccole foglie strettamente lanceolate e orlate di un bel bianco-crema. Infine, ‘Sherwoodii’ è una variante nana e compatta (alta fino a 90 cm), con foglie e fiori pure più piccoli.

E’ interessante osservare che A. ‘Edward Goucher’, che molto spesso viene considerata come semplice cultivar di A. x grandiflora, è invece il prodotto dell’incrocio fra quest’ultima e un’altra specie cinese, A. schumannii, con il seguente risultato: un arbusto semi – sempreverde con foglie simili a quelle di A. x grandiflora, ma con fiori di un bel color malva – salmone e fauce giallo – arancione.

Le altre specie

Non sempre facili da reperire sul mercato sono altre specie, come A. engleriana, A. graebneriana, A. spathulata, A. triflora e A. schumannii, che pure presentano spunti d’interesse tutt’altro che trascurabili. La prima, un arbusto cinese deciduo, ha foglie molto acuminate e piccoli fiori con corolla campanulata e un po’ pelosa. La cinese A. graebneriana presenta fiori solitari, campanulati e con fauce giallastra. La giapponese A. spathulata, invece, è caratterizzata da fiori con fauce irregolarmente chiazzata di un bel giallo – albicocca. L’himalayana A. triflora, infine, è un alberello che può raggiungere i 4 m e soprattutto è in grado di vantare il profumo più delizioso fra tutte le specie del genere. A. schumannii va considerata uno dei più insoliti ed attraenti alberelli che sia possibile inserire in spazi abbastanza ampi. Semi – sempreverde, la sua particolarità consiste nella bellezza dei fiori, di un magnifico rosa carico, imbutiformi ma piuttosto aperti, con una corolla larga più di 2.5 cm.

Splendida ma delicata: Abelia floribunda

La prima specie introdotta in Europa fu la messicana A. floribunda, un arbusto sempreverde alto 2-3 metri e dai caratteristici rami divaricati e fortemente arcuati, ricoperti di una corteccia quasi cartacea di color marrone; le foglie, lunghe fino a 5 cm, sono ovato – arrotondate e di un bel verde scuro e brillante ; i fiori, lunghi e penduli, sono raggruppati quasi sulla cima dei rametti di un anno e mostrano corolle che variano fra il rosa tenue e il rosso ciliegia. Chi desidera acquistare esattamente questa specie deve …guardarsi dalle imitazioni, poiché non è infrequente che talvolta venga usato in modo improprio l’accattivante termine floribunda, soprattutto per indicare la più comune A. x grandiflora. Occorre, però, fare attenzione: essa non tollera temperature invernali troppo rigide.

Coltivazione

In generale, le A. hanno un’ottima riuscita in situazioni soleggiate e riparate, accettando qualsiasi terreno moderatamente fertile e ben drenato. La posizione ideale le vede fiorire ai margini di un muro rivolto ad ovest, anche se in molti giardini esse non manifestano problemi particolari. A. x grandiflora sopporta anche i -20°C. Una buona pacciamatura con composta e un fertilizzante in primavera sono utili per farle fiorire meglio. Spesso possono essere potate in modo leggero, ma va ricordato che le A. fioriscono sui rami dell’anno. Le specie primaverili (come A. mosanensis) vanno potate subito dopo la fioritura; le altre, all’inizio della primavera. Quando è necessario, accettano anche una potatura drastica che richieda il taglio di alcuni rami vecchi fin dal piede della pianta. Tuttavia, poiché le specie della sezione “Zabelia” hanno rami decorativi, occorre potare con cautela le seguenti specie: A. triflora. A. biflora e A. umbellata.

A. floribunda esige un terreno ben drenato, da moderatamente acido ad alcalino, evitando che sia troppo ricco, perché in tal caso la chioma lussureggiante diventa facile preda dei geli. Va coperta bene al piede durante l’inverno con uno spesso strato di foglie o con un telo di polietilene.

Dove acquistarle

  • Nifantani Liviana, Varallo Pombia (NO), tel. 0321 956844, fax 0321 95234, cell. 339 2900584
  • Azienda Eredi Carlo Consonni, Erba (CO), tel./ fax 031 541659
  • Beeeches Nursery, Village Centre, Ashdon, Saffron Walden, Essex,  CB10 2HB, Regno Unito. Tel. 0044 (0)1799 584362; fax 0044 (0)1799 584421; sales@beechesnursery.co.uk ; www.beechesnursery.co.uk
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