ITALIA – EMILIA ROMAGNA Valli di Argenta

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Una ricca biodiversità popola l’area di zone umide e valli acquatiche, da scoprire a piedi, in bici o con la barca elettrica messa a disposizione dall’Ecomuseo che si occupa della protezione e valorizzazione di questa area delicata e straordinaria

A meno di un’ora dal centro di Bologna e di Ferrara, o dal Mare Adriatico, le Valli di Argenta costituiscono un vero tesoro di biodiversità in un ambiente naturale straordinario. Si tratta di un complesso di aree umide e acquatiche nella parte meridionale del Delta del Po, compresa tra la foce dell’Adige e quella del Reno, in prossimità del Comune di Argenta che qui ha creato un Ecomuseo, con lo scopo di favorire e controllare le forme di ecoturismo consentite in questo delicato territorio. Qui furono realizzate importanti opere di bonifica, testimoniate dal Museo della Bonifica di Salarino, un affascinante esempio di archeologia industriale nell’impianto idraulico principale della Renana, inaugurato nel 1925 e tuttora operativo. Compongono il percorso museale la visita della Chiavica Emissaria sul canale Lorgana, la passeggiata tra le antiche macchine di bonifica, giungendo alla magnifica Sala delle Pompe in stile liberty dove sei 6 imponenti idrovore, quelle originarie del 1925, sono ancora perfettamente funzionanti.

 

Dalla sede dell’Ecomuseo delle Valli di Argenta, posto a poca distanza dal Museo della Bonifica di Salarino, si può accedere ai percorsi a piedi che attraversano un suggestivo sentiero, dove si possono osservare e ascoltare tantissime specie di uccelli legati all’habitat boschivo ma attratti anche dagli specchi d’acqua, fino a raggiungere una torretta di osservazione che domina la valle. Da qui è possibile sostare e osservare con un potente cannocchiale l’avifauna e guardarsi attorno alla ricerca di lepri, volpi e degli altri abitanti dell’oasi. I percorsi in bici si snodano attorno alle acque della valle del Campotto, fino agli argini del Reno. Nei pressi dell’oasi del Campotto c’è un’altra area acquatica, Valle Santa, con percorsi a piedi e in bici e una meravigliosa vista sul complesso di acque scintillanti nel sole, a cui probabilmente si deve l’antico nome del comune di Argenta. L’ecomuseo organizza anche uscite con la barca elettrica, per ammirare l’interno delle valli e le popolazioni di uccelli.

 

Fiori e alberi, un patrimonio da tutelare

Tutta l’area è un vero tesoro di flora selvatica. Nei boschi igrofili che circondano le acque crescono querce, salici, frassini, olmi, ontani, pioppi; la fascia arbustiva comprende biancospini, rovi e sanguinelli (Cornus sanguinea). Ai bordi dell’acqua, le praterie umide si popolano di fioriture tra cui quelle di Caltha palustris e di numerose orchidee selvatiche come l’orchidea a piramide (Anacamptis pyramidalis) che fiorisce a fine primavera. Con le radici in acqua vivono Lythrum salicaria dalle spighe rosa, l’iris d’acqua con fiori gialli e, nelle acque basse, grandi distese di ninfea bianca (Nymphaea alba) e nennufari a fiore giallo. I bordi delle acque sono occupati da tife e canne palustri che un tempo costituivano un’importante forma di reddito per le popolazioni di questa zona. Con le canne venivano costruiti oggetti di uso comune, e la loro periodica raccolta contribuiva a mantenere il controllo del territorio. Insieme alle vicine Valli di Comacchio, nel cui territorio si trova la limitrofa Oasi di Boscoforte, le Valli di Argenta costituiscono un habitat indispensabile per la tutela della flora e della fauna selvatica nel territorio fortemente antropizzato e industrializzato della Pianura Padana; la visita è anche un’occasione per scoprire e capire la storia e la cultura di un territorio straordinario e per godersi una natura inaspettata, a pochi passi dalle grandi città.

 

Informazioni utili

L’ecomuseo delle Valli di Argenta: www.vallidiargenta.org

Museo della bonifica di Salarino: info www.bonificarenana.it

Dormire e mangiare: www.agriturismovallesanta.com

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