Francia – La Foltière in Bretagna

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In Bretagna, fra la città medievale di Fougères e l’eremo di Mont Saint-Michel, il piccolo villaggio rurale di Châtellier si annida il fascino singolare e multiforme del Parc Floral de Haute Bretagne il giardino speciale di Alain Juno, la tela botanica di un appassionato viaggiatore di giardini

Il giardino è l’espressione gioiosa e appassionata della creatività del suo proprietario che ha fatto di questo luogo una realtà bellissima tramutando i ricordi di viaggi intorno al mondo in straordinari paesaggi, riscrivendo Parc Floral – inizialmente una secolare estensione di prati all’inglese recinta di altofusti – non solo come giardino emozionante ma raffinato e semplice punto di riferimento per spunti, idee, progetti da realizzare anche in spazi ristretti.

Alla fine di un viale cominciato con ranghi di querce annose e proseguito con una fantastica spalliera di Hydrangea paniculata intorno a una deliziosa scacchiera di microgiardini – tutti da copiare! – rappresentativi di varie parti del mondo, Alain Juno, affettuoso e solare, presente ovunque nel suo universo fiorito, accogliendomi ha indicato, insieme alla classicità di alcuni aspetti del sito, le sorprese esotiche inserite nel paesaggio.

Appena fuori la pagoda bretone dell’ingresso, pochi passi e, attraverso un cancello fra due muri a secco rivestiti di rampicanti, si entra nel piccolo mondo sonoro e profumato del Giardino Persiano. Ha la forma di una stanza intima e sensuale, come spesso sono i giardini moreschi cui si ispira, per lo più posti in corti interne alle case – ideale per chi ha uno spazio rettangolare di poco respiro – solcato da un canale bordato di laterizi e giocato da getti d’acqua arcuati. Concluso da tre cipressi toscani sui lati è racchiuso da macchia mediterranea fragrante, aromatiche e rose di Damasco.

Oltre un labirinto di circa 50 varietà di bambù, i cui sipari fruscianti fanno corona e formano elastiche piramidi dentro e intorno lo stagno dei loti, bellissima acquatica esotica dai fiori carnosi e i semi dal gusto di mandorla, si arriva alla culla della valletta attraversata da un corso d’acqua – ora stagno, ora cascata, ora ruscello – intorno cui Juno ha disegnato una serie di struggenti paesaggi, diversi ma legati fra loro dal filo rosso dell’anima zen “Il giardino giapponese non ha bisogno di grandi spazi,” – racconta il mio ospite – “ essendo essenzialmente un posto meditativo e di raccoglimento, anzi, e se colori, forme, profumi, calpestii (i passi giapponesi), suoni di foglie e acqua e luci delle lanterne sono disposti in delicate sovrapposizioni di grazia si ha il giardino perfetto”. Un concetto mi ricordo sottolineato anche dello scultore Eric Borja, uno dei più famosi paesaggisti europei di giardini giapponesi, “…nel giardino zen lo sguardo avanza nell’infinitamente piccolo in un illusione d’immensità”

Questi sono giardini evocativi – combinazioni dolci di minerali, acqua e vegetali – solitamente disposti su morbidi percorsi di muschi in cui forme diverse di pietre segnano piste minuta e ideali che raccordano i diversi punti scanditi dal ripetersi delle lanterne – minerali e lanterne facilmente reperibili in buoni vivai – All’ingresso l’immersione graduale nel raccolto tepore del microclima sonante è semplicemente emozionante! La profusione dei colori, soprattutto fogliare, abbraccia, stupisce e porta via in un universo totalmente diverso, naturale e pacificante. Una lanterna, piccole conifere scolpite in forma di nuvole e un sentiero di ciottoli accolgono e precedono il dorso breve del ponte rosso curvato sul frusciare della cascata lambito da arbusti di ortensie, pruni oscuri, catalpa, sofora, aceri verdenero, oro e rame intenso che infittiscono tonalità e rami sulla verticalità, apparentemente sospesa, di un passaggio di pietre e sponde di bambù. Poco più avanti l’Hydrangea serrata ‘Oamacha’ si ripiega accanto a una vasca d’acqua (tsukubai) a formare un simbolico giardino del the.

Inoltrandosi nella valle fra lanterne, sedute meditative, piccoli ponti di legno e pietra, emblematici corsi d’acqua fatti di ciottoli, accesi da aceri, pruni, ciliegi del Giappone, peschi, susini, corbezzoli, conifere e boschetti di bambù, si avvicendano, insieme alle fioriture di azalee, rododendri, peonie, arbusti di buddleia (il fiore delle farfalle) palpitanti di ali vivide in continuo movimento e molto altro, all’ombra di maestose Gunnera manicata. Queste con la moltitudine lieve di graminacee, Cortaderia selloana e piante d’acqua, disposte in bordura lungo il corso del ruscello che irriga una successione di stagni, danno vita ad improvvise mutazioni: rive selvagge, isole tropicali, declivi rocciosi e a un incantevole “giardino delle confidenze” immerso nelle collezioni di ortensie, camelie e agapanti. La carezza sensuale delle forme morbide e arrotondate della vegetazione lussureggiante accerchia l’ultimo ponte, limite fra la valle e il resto circostante, e risale esuberante al parco stringendo di colori la torricella di una colombaia.

Monsieur Alain Jouno – La Foltière – 35133 Le Châtellier – Tel: 02 99 95 48 32
http://www.au-chateau.com/Foltiere.php
http://www.parcfloralbretagne.com

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