Francia – Drulon nel sud del Berry

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Dieci anni fa Piet et Nanou Hendriks, appassionati d’arte e botanica, nonostante l’abbandono in cui vegetava, s’innamorarono e acquistarono un ampio territorio nel sud del Berry, perfetto per dare forma al sogno di un insolito, affascinante universo botanico in cui inserire, in un armonioso rapporto, opere d’artisti e far felici noi, curiosi viaggiatori di giardini, accogliendo e guidando, affettuosi e carissimi, con una passeggiata indimenticabile attraverso opere della natura e d’artista, queste distribuite a seconda di forme e tipologie nelle diverse espressioni del paesaggio.

Dopo l’accurato restauro delle mura di castello secentesco con colombaia e pertinenze quattrocentesche, nel passato intorno un casino di caccia, Piet e Nanou insieme agli artisti paesaggisti Alix de St Venant e J. Gerard dello studio Ginkgo si dedicarono alla ristrutturazione del vasto appezzamento circostante suddividendolo in siti incantevoli, semplici e affettuosi, un po’ magici, diversi fra loro e tutti da scoprire, ora considerato “Jardin Remarquable” di Francia dal Ministero della Cultura e della Comunicazione.

Un riquadro di prato scandito con simmetrie di Cydonia precedente l’ingresso posto nell’antica scuderia attraverso cui si sbuca nella corte d’onore, il Giardino Segreto, ornata da un grande bacino e circondata dal succedersi di costruzioni tipiche del Berry tettoie, cantina, il forno per il pane, deposito degli attrezzi da giardino e la colombaia, oggi sale d’esposizione. A destra della corte fra steccati e bordure si delinea l’allegria del Giardino di Bacco, a sinistra invece, allungato verso il bosco, che corre tutt’intorno alle spalle del castello, s’incontra subito il Giardino dei Fiori, un tempo il vecchio orto, diviso in radiose aiuole geometriche a raggiera, legate fra loro da romantici archi e ranghi di nashis, incrocio di peri e meli, intorno l’anello di una fontana esuberanti di collezioni tra cui rose e ortensie.

Segue l’affascinante, profumato e anche questo coloratissimo, Giardino delle Stanze. Suddivise da alte siepi le zone tematiche si succedono bellissime la “stanza” delle buddleja di ogni colore, quella delle Hydrangea, degli Hibiscus o il teatro di verzura scolpito nei sempreverdi, ed altre. L’avvicendarsi delle fioriture primaverili, estive e autunnali dei macchioni arbustivi, accompagnati da quelle delle vivaci e annuali iris, aster, solidago, verbéna, scabiosa, gaura ecc. mutano continuamente la fisionomia di queste camere vegetali mentre le lunghe canne dei bambù rosse, arancio e gialle colorano d’inverno il fondo verde scuro dei pini silvestri.

La libertà scapigliata e festosa delle Stanze anticipa l’intrigante percorso del Giardino Selvaggio ideato all’interno del bosco con sentieri di sotto bosco, da non dimenticare mai l’eleganza ornamentale dell’acanto, che ricordano l’antica via gallo-romana, il fascino misterioso dei tronchi centenari che creano vedute prospettiche sul grande stagno paludoso e le improvvise macchie di colore stagionali come rododendri, Amélanchier, meli, o aceri, sorbi, Nyssa sylvatica, Taxodium distichum che illuminano il verde circostante d’alberi e felci spontanee.

Les Jardins Artistiques de Drulon – di Piet e Nanou Hendriks
18170 Loye–sur–Arnon – à 55 km da Bourges –
http://www.drulon.com

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