Autore: Maria Teresa Salomoni

Fagus

di

La storia del faggio ebbe inizio molti milioni di anni fa in Giappone dal quale raggiunse l’Europa occidentale ove trovò come compagni d’avventura il tasso e l’agrifoglio. A ogni glaciazione il faggio scomparve, o quasi, dall’Italia per tornare ogni volta che il clima ridivenne favorevole; e così accadde anche 10.000 anni fa, al termine dell’ultima glaciazione.

Cupressus (cipresso)

di

Olea europea (olivo)

di

…Pareva un àrbolo finto, di teatro, nisciùto dalla fantasia di Gustavo Dorè, una possibile illustrazione per l’inferno dantesco. I rami più bassi strisciavano e si contorcevano terra terra…tronco potente, ma spirtusato, abbrusciato arrugato dagli anni… (rami che) parevano disperarsi, addannarsi per quella magària  che li avrebbe congelati, “canditi” avrebbe detto Montale, in un’eternità di tragica fuga impossibile…”  

Cercis

di

Ulmus minor (olmo campestre)

di

Aesculus hippocastanum (ippocastano)

di

Hanno detto di lui
Accende in alto lumi d’oro strani  / nella macchia dei bigi ippocastani / che un tempio sembra ed opera d’incanto – Pirandello
L’azzurro che riempie le foglie più verdi, palmate, degli ippocastani, si direbbe intagliato nella pura turchese – Gozzano
Vidi una massa buia / di là del biancospino: vi ravvisai la thuia, l’ippocastano,

Carpinus betulus (carpino bianco)

di

C’era un tempo in cui un alberello di nome carpino era guardato come il parente povero del faggio e tanto poco considerato che nei giardini non vi faceva quasi capolino, forse perché era così diffuso in natura che appariva poco sofisticato.

Logos Publishing Srl - P.IVA e C.F. 02313240364 - REA Modena No. 281025 - C.S. 42.200 Euro
strada Curtatona n.5/2, 41126 Modena (MO), Italia