Volpe

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Piccolo genio della notte, difficile da poter osservare a lungo, ma visibile di tanto in tanto ai lati della strada illuminata dai fari, o poco più di un’ombra veloce che attraversa di fretta, è fra gli animali selvatici quella che più ha saputo sfruttare le opportunità offerte dall’inurbamento.

La volpe, pur vivendo nella maggior parte dei casi nei recessi del bosco e della macchia, e avvicinandosi solo di notte e con fini predatori alle dimore dell’uomo, specie agli allevamenti, può insediarsi ovunque vi sia abbondanza di cibo: discariche, cassonetti, centri estivi di villeggiatura con cestini ricchi di avanzi, giardini dove gli animali di casa ricevono all’aperto il cibo. Meglio ancora se cani e gatti sono richiamati all’interno per la notte.

In questi casi se un riccio o una volpe sono nei paraggi la ciotola al mattino risulterà perfettamente pulita e non resterà traccia di sporco, cibo sprecato, o avanzi. La volpe passerà come un fantasma e tornerà con regolarità quasi tutte le sere ed anche in orari molto simili.

Nel caso gatti e cani dormano all’aperto, la volpe cercherà di approfittare di una distrazione del cane per evitare che dia l’allarme, mentre le basterà intimorire i gatti che cercheranno riparo arrampicandosi in alto al sicuro. La volpe, infatti, in periodi di magra, spinta dalla fame, non disdegna nemmeno di predare i felini domestici.

La volpe europea, o la volpe rossa, Vulpes vulpes, appartiene alla famiglia dei canidi ed allevata in cattività per più generazioni mostra forti somiglianze comportamentali con il cane. Misura circa 130 cm, dal muso alla punta della coda, ha un tronco di 80 cm, alta al garrese poco meno di 50 cm, la coda è folta e voluminosa lunga 50 cm.

Il muso è acuminato, le orecchie sono grandi ed appuntite, la pupilla è ellittica, la dentatura è robusta con i canini superiori lunghi che scendono fino al margine inferiore della mandibola, gli arti sono brevi, ma nevrili e veloci.

Il mantello nella parte superiore è di colore bruno rossastro più o meno misto al nero, gli arti, la parte inferiore del collo e la punta della coda sono bianchi.

Il suo areale di diffusione è vastissimo: comprende buona parte dell’Europa, dell’Asia, dell’America Settentrionale e, oggi, purtroppo, dell’Australia dove è stata introdotta dall’uomo e ha prodotto gravi danni ai marsupiali.

Vive in tane scavate sottoterra dove, dopo una gestazione di 50-52 giorni, partorisce una volta l’anno da tre ad otto piccoli. Le tane sono spoglie, non foderate con alcun materiale. La madre le scava in terreni asciutti, preferibilmente sabbiosi, allargando a volte quella di un coniglio o di un tasso. I cuccioli nascono ciechi e aprono gli occhi dopo circa due settimane, sono allattati per un mese. Ad un mese dal parto la femmina non produce più latte ed i piccoli iniziano ad alimentarsi con il cibo cacciato dal padre, dalla madre e da altre femmine solitarie che non si sono riprodotte, ma vivono nella zona. All’età di tre-quattro mesi i piccoli perdono la pelliccia fulva che avevano dalla nascita e diventano indipendenti. Non tutti però riescono a superare l’inverno e il tasso di sopravvivenza è dell’ordine del 50%.

La volpe, escluso il periodo riproduttivo, conduce una vita solitaria.

Può vivere fino a dieci, dodici anni.

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