Usignolo

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Famoso quanto nessun altro uccello, oggetto di poesie immortali come “Ode to a nightgale” di J. Keats, o di leggende universalmente note come quella in cui compare al fianco dell’imperatore, l’usignolo, Luscinia megarhyncos, è considerato il più virtuoso fra i cantori alati. Tanta fama non si accompagna ad una conoscenza adeguata e molte sono le sorprese che questo piccolo uccello riserva, dovute in gran parte ad un aspetto sobrio e comportamenti schivi.

La prima è che l’usignolo non ha questa capacità di cantare innata, possiede eccezionali strumenti, ma è solo col tempo, l’esercizio, l’ascolto e il confronto con altri simili, cui aggiunge l’imitazione di altri uccelli, che il suo canto diviene melodioso ed impareggiabile.

Il canto dell’usignolo è più facile da udire sul fare della sera, di notte o prima dell’alba quando domina il silenzio ed è maggiore la nostra propensione all’ascolto, ma, contrariamente a quanto si crede, canta anche in ogni altra ora del giorno.

Poco appariscente, non presenta dimorfismo sessuale e raggiunge una lunghezza intorno ai 16 cm. Il dorso è di color bruno dorato, il ventre e la gola sono bruno chiari, la coda è rossiccia.

Altra curiosità è che si tratta di un uccello migratore. Sverna nella fascia dell’Africa tropicale alla metà di aprile fa ritorno in tutto il continente europeo, ad eccezione dei paesi scandinavi e dell’Irlanda che sono posti troppo a nord. Questo viaggio è una migrazione che passa quasi sotto silenzio perché gli usignoli volano soltanto di notte e riposano di giorno.

I maschi precedono le femmine di circa una settimana e appena arrivati iniziano a cantare.

Il nido e i piccoli

Una volta formata, la coppia costruisce il nido con fili d’erba, radici di piante erbacee e foglie secche. Il nido, a forma di coppa, è difficile da localizzare perché gli usignoli sono animali molto schivi e guardinghi, privi di qualsivoglia mezzo di difesa contro i predatori, se non il rendersi poco visibili. Può essere al suolo come all’interno di un cespuglio, preferibilmente spinoso, ma sempre ad un’altezza modesta, mai su un albero. Vivono nei giardini, nei parchi, al margine della vegetazione su campi aperti.

Nel nido la femmina depone un numero variabile di uova olivastre, da tre a sei, finemente puntinate, con la parte più arrotondata soffusa di color bronzo, lunghe in media poco più di 2 cm. La cova dura solo due settimane. Il maschio che in questo tempo non ha avuto ruolo attivo aiuta a cercare il cibo per i pulcini. Dopo nemmeno due settimane i piccoli lasciano il nido, saltellano vivacemente, ma non sono ancora capaci di volare.

Gli usignoli sono uccelli insettivori, grandi divoratori di larve, considerati utili all’agricoltura, all’orticoltura e al giardinaggio.

Prima che l’estate astronomica finisca, il 21 di settembre, gli usignoli hanno già iniziato la migrazione di rientro. Non essendo grandi volatori come le rondini e ricercando molto spesso il cibo a terra o fra la vegetazione, e non in volo, devono compiere soste più lunghe ed hanno tempi di percorrenza totali maggiori.

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