Susino europeo

di

Prugne e susine

I termini “susina” e “prugna” vengono spesso usati come sinonimi. In realtà si tratta di due diverse specie: Prunus domestica e Prunus salicina, comunemente indicati come susini europei e susini cino-giapponesi.

Classificazione botanica a parte le due specie presentano caratteri differenti di cui tener conto nella scelta dell’una o dell’altra.

Tra le due il susino europeo è particolarmente adatto alla coltivazione amatoriale. Il susino europeo si pensa sia derivato da un incrocio tra il Mirabolano (Prunus cerasifera), utilizzato anche come ornamentale, e il prugnolo (Prunus spinosa), un arbusto spontaneo, ricco di spine che si riconosce per i piccoli frutti blu a maturazione autunnale, dal gusto acido e astringente. Da simili “genitori” sono derivate le varietà attuali, che hanno mantenuto caratteristiche di rusticità e adattabilità anche a terreni poveri.

Le “prugne” fruttificano senza problemi fino a 1000-1500 metri d’altitudine e resistono maggiormente alle gelate primaverili poiché la fioritura è più tardiva di quella dei susini cino-giapponesi.

Altri aspetti positivi sono il limitato numero di avversità, la buona adattabilità ai diversi terreni, la raccolta scalare e prolungata nel tempo, e la possibilità di utilizzare i frutti per la produzione casalinga di confetture ed altre trasformazioni.

Semplice da coltivare

La maggioranza delle piante di prugne e susini viene innestata sul Mirabolano che sviluppa un apparato radicale ampio e profondo, e non richiede quindi concimazioni particolari poiché esplora un ampio volume di terreno.

Le varietà di susino europeo fruttificano in prevalenza sui mazzetti di maggio, rami di pochi centimetri di lunghezza che portano un gruppo di gemme a fiore. I mazzetti di maggio si formano sui rami di due-tre anni (branchette), man mano la pianta invecchia.

Potature

Sulle piante giovani, soprattutto per varietà molto vigorose come ‘President’ o ‘Regina Claudia’, la potatura dovrà essere ridotta al minimo indispensabile, come pure le concimazioni.

Solo quando le piante saranno adulte ed in piena fruttificazione si potrà eseguire una potatura vera e propria, con tagli “di rinnovo” per eliminare completamente qualche branchetta di 3-4 anni e “spuntature” delle branchette di 2-3 anni, accorciandole a circa metà lunghezza.

Naturalmente la potatura sarà più intensa sulle varietà più produttive e meno vigorose come ad esempio ‘Stanley’.

Diradamento frutti

Nella fase di piena produzione per mantenere uno sviluppo equilibrato diventa utile, oltre alla potatura, anche il diradamento dei frutti. Quando l’allegagione tende ad essere eccessiva si deve “alleggerire” la pianta per assicurare ai frutti uno sviluppo ottimale ed evitare il rischio di scarsa produzione nell’anno seguente (alternanza di produzione).

Concimazione

Sempre allo scopo di mantenere la pianta in equilibrio, quando la crescita di nuovi germogli è ridotta e la fruttificazione abbondante, è opportuno distribuire un concime azotato entro il mese di settembre (ad esempio circa 100 gr per pianta di urea).

Inoltre, soprattutto nei terreni poco fertili come quelli sabbiosi, una prima concimazione si può fare nella fase di fine fioritura – allegagione, con un concime complesso (ad esempio circa 1 kg per pianta di concime NPK con rapporto di circa 1:1:1,5/2 tra Azoto, Fosforo, Potassio)

Varietà vecchie ma buone

Il panorama varietale del susino europeo non presenta molte novità. La maggioranza delle varietà più diffuse sono abbastanza datate, come ‘President’ e ‘Stanley’, o sono tipiche di alcune aree italiane.

Di conseguenza il comportamento della pianta e le caratteristiche qualitative dei frutti sono ben conosciute.

Impollinazione

Quasi tutte le varietà di susini europei sono autofertili, cioè esiste piena compatibilità tra il polline e l’ovario della medesima varietà. Anche una pianta isolata può quindi “autoimpollinarsi” e fruttificare regolarmente. Le varietà autosterili, o autoincompatibili, necessitano invece di un’impollinazione “incrociata”, poiché l’ovario può essere fecondato solo dal polline di una varietà diversa.

In tutti i modi la vicinanza di altre varietà è sempre utile per assicurare una fruttificazione abbondante.

La carta d’identità del susino europeo

Specie e origine

Famiglia Rosaceae. Specie Prunus domestica. Origine Asia minore

Caratteristiche della pianta

Albero di medie dimensioni: da 3-4 fino a 6-8 metri d’altezza secondo la varietà. Distanza tra le piante consigliata 4-6 metri. Longevità media, una pianta di prugne può rimanere produttiva per 20-30 anni.

Ambiente e clima

Coltivabile su larga parte del territorio italiano, dalle aree mediterranee a quelle settentrionali, dalla pianura alla collina. Sopporta senza problemi minime invernali, anche rigide. Nelle regioni più calde alcune varietà possono presentare una fioritura anomala e una scarsa fruttificazione per lo scarso numero di ore di freddo invernale.

Portinnesti

Il più utilizzato è il Mirabolano (Prunus cerasifera) da seme. Questo portinnesto ha apparato radicale ampio e profondo si adatta anche a terreni argillosi, poveri e mediamente calcarei.

Avversità principali

Insetti: lepidotteri carpofagi: Cydia funebrana; afidi

Funghi: Corineo, Moniliosi (marciumi dei frutti)

Varietà coltivate

sono diverse centinaia, molte le varietà “antiche” o locali.

Utilizzazione frutti

Consumo fresco, cottura, confetture, sciroppati e essicazione

Caratteristiche ornamentali

Abbondante fioritura primaverile di colore bianco