Nespolo comune o nespolo del Giappone?

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Dall’Europa e dall’Oriente, due specie dalle caratteristiche molto diverse

Si fa presto a dire… nespole! Tra le numerose specie da frutto cosiddette minori, scarsamente coltivate e poco conosciute dai consumatori, rientrano certamente le nespole.

Il termine generico di nespole provoca spesso un po’ di confusione, poiché è utilizzato indifferentemente per due distinte specie: il nespolo comune, o europeo, e il nespolo del Giappone. Entrambi appartengono alla grande famiglia delle rosacee, che comprende le più importanti specie da frutto. Anche se alcuni caratteri sono comuni alle due specie, sono sicuramente maggiori le differenze che le caratterizzano e le identificano come due piante da frutto ben distinte.

Nespolo comune

A dispetto del nome scientifico, Mespilus germanica, il nespolo non è originario della Germania, dove è sempre stato molto frequente fin dall’antichità, ma dell’area balcanica. Oggi si può comunque ritenere naturalizzato in Europa centrale e meridionale.

La coltivazione non si è però diffusa, rimanendo praticamente a livello familiare.

Coltivazione

Il nespolo è un arbusto o piccolo albero a foglia caduca, di sviluppo limitato ma piuttosto longevo. È una pianta rustica che ben si adatta ai diversi tipi di terreno, anche poco fertili purchè non troppo umidi.

Si può riprodurre da seme oppure può essere innestato su diverse altre specie: pero, biancospino, sorbo, cotogno, azzeruolo. Il più rustico e indifferente al tipo di terreno è il biancospino, mentre il cotogno teme i terreni calcarei. Lo sviluppo della pianta è contenuto quindi le distanze di piantagione saranno limitate a circa 3-4 metri tra le piante. Con l’innesto su sorbo o pero si ottengono piante più vigorose e, in questo caso, conviene aumentare le distanze di piantagione.

Il nespolo comune è anche molto resistente ai freddi invernali, superando, senza problemi, minime di 20-25°C sotto zero. Si adatta quindi ottimamente alle aree settentrionali, dove vegeta senza difficoltà fino a 1000 metri di altitudine.

 I fiori sono bianchi, isolati, inseriti all’apice dei rami di un anno. La specie è autofertile, quindi perché il fiore sia fecondato non è necessario il polline di un’altra varietà (impollinazione “incrociata”). Di conseguenza anche una pianta singola ed isolata normalmente fruttifica in abbondanza. Il frutto ha una forma tondeggiante, depresso all’apice e contornato dai residui del calice (sepali).

Varietà

Poche sono le varietà, conosciute per lo più a livello locale. Oltre alla varietà ‘Comune’, o ‘di Germania’, si può trovare la ‘Gigante d’Olanda’ e la ‘Reale’.

Raccolta e consumazione

La raccolta avviene in autunno, quando i frutti assumono una colorazione bruno-rossastra. La polpa è inizialmente dura e astringente, poiché molto ricca di sostanze tanniche.

Prima del consumo i frutti vanno lasciati “ammezzire”, cioè lasciati fermentare in un locale fresco per alcune settimane, disponendoli in cassette in più starti separati da paglia. I frutti vanno controllati frequentemente, girandoli per ottenere una maturazione uniforme, e consumati man mano, prima che si degradino.

In alternativa si possono anche lasciare sulla pianta ed attendere che i primi freddi facciano ammorbidire la polpa. A maturazione ultimata la polpa diventa morbida e pastosa, con sapore dolce-acido, forse non a tutti gradito, ma caratteristico.

I frutti si possono consumare tal quali, come dessert o per la preparazione di marmellate, salse ed anche bevande alcoliche.

Potature

Il nespolo comune è una specie rustica e frugale, che non richiede particolari cure colturali. La pianta assume naturalmente una forma globosa e la potatura si può limitare all’eliminazione di qualche ramo interno per sfoltire la chioma.

Concimazioni

Anche nei terreni meno fertili è sufficiente una concimazione “standard” costituita da una somministrazione primaverile di un fertilizzante NPK (contenete azoto, fosforo, potassio).

Irrigazione

L’irrigazione può essere necessaria su piante giovani o come intervento “di soccorso” in periodi di prolungata siccità.

Avversità

Il nespolo comune non è colpito frequentemente e in modo grave da particolari avversità. La più temibile è il colpo di fuoco, causato da un batterio che colpisce molte specie appartenenti alla famiglia delle rosacee. In provincia di Bolzano è tuttora vietata la messa a dimora di nespoli di entrambe le specie per contenere la diffusione del colpo di fuoco su melo, ampiamente coltivato in quell’area.

 

Nespolo del giappone

Anche in questo caso il nome botanico, Eriobotrya japonica, può trarre in inganno sull’origine della specie. Infatti, il nespolo del Giappone è in realtà originario della Cina da cui si è poi diffuso in Giappone e solo in seguito nel continente europeo. In Italia fu introdotto nel 1812 nell’Orto Botanico di Napoli come pianta ornamentale e solo in seguito si affermò anche per la produzione di frutti.

Come il nespolo comune, anche questa specie è poco diffusa. Coltivazioni specializzate si trovano solo in Spagna e, per quanto riguarda l’Italia, in Sicilia e Calabria.

Il nespolo del Giappone è una piccola pianta sempreverde, con chioma densa e arrotondata.

In Italia l’habitat ideale è rappresentato dalle regioni mediterranee, con inverni miti e assenza di gelate.

Coltivazione

Come altre specie sempreverdi l’attività vegetativa non si arresta in autunno e la fioritura avviene durante la stagione invernale, da novembre a febbraio. Di conseguenza, anche se le piante adulte possono sopportare senza grossi danni temperature abbastanza rigide, la fruttificazione è possibile solo nelle aree con clima mite.

Comunque, anche al nord può trovare impiego come pianta ornamentale per la sua “fioritura fuori stagione” che anticipa la primavera ancora lontana. Se avremo l’accortezza di destinare al nespolo del Giappone una posizione riparata dai venti invernali, potremo godere del gradevole profumo dei fiori e, se il clima sarà clemente, anche di qualche frutto saporito.

L‘apparato radicale di questa specie è generalmente superficiale e non sono adatti i terreni molto umidi.

Varietà

Esistono molte diverse varietà che si possono ricondurre a due tipologie di frutti: frutto grosso piriforme (tipo cinese) con polpa giallo intenso o frutto tondo, più piccolo (tipo giapponese) con polpa giallo chiaro. Alcune delle varietà diffuse in Italia sono: ‘Nespola di Ferdinando’, ‘Precoce di Palermo’, ‘Nespolone di Palermo’, ‘Grosso Lungo’ e ‘Grosso Tondo’.

Raccolta e consumazione

 La maturazione dei frutti, come la fioritura, è molto anticipata: in marzo-aprile nelle aree più miti. La raccolta si inizia quando i frutti assumono la piena colorazione. Va fatta con attenzione poiché l’epidermide è molto delicata e si danneggia facilmente.

I frutti vengono generalmente consumati freschi e presentano una polpa fondente, dal sapore dolce-acidulo, profumata e rinfrescante.

Moltiplicazione

Come per tutte le piante da frutto se si desidera mantenere le caratteristiche della varietà si deve ricorrere all’innesto. Come portinnesto si può utilizzare una pianta derivata da seme (“franco comune”) che garantisce alla pianta una buona vigoria, oppure il cotogno che genera piante meno vigorose ma risulta essere molto sensibile al contenuto di calcare nel terreno.

Come per il nespolo europeo, anche la coltivazione del nespolo giapponese non presenta particolari difficoltà.

Potature

La pianta si può lasciare sviluppare liberamente. Qualche intervento di potatura si può eseguire dopo la raccolta, limitatamente a qualche taglio di diradamento.

Irrigazione e concimazione

L’irrigazione è necessaria soprattutto nelle aree meridionali, prima della fioritura e dopo la raccolta.

Diversamente non presenta particolari esigenze di concimazione.

Avversità

Anche la difesa è poco impegnativa. L’unica avversità specifica è la ticchiolatura che, nelle aree dov’è presente, va combattuta con fungicidi a base di rame o dodina da irrorare sulla pianta prima e dopo la fioritura.

Nespolo comune

Nespolo del Giappone

Famiglia botanica

Rosacee

Rosacee

Specie

Mespilus germanica
Eriobotrya japonica

Portamento

Arboreo-arbustivo, dalla forma irregolare

Arboreo-arbustivo, chioma tondeggiante

Sviluppo

Piccole dimensioni

(max 5 mt d’altezza)

Piccole dimensioni

(max 5-6 mt d’altezza)

Clima

Temperato freddo

Temperato caldo, mediterraneo

Foglie

Grandi di forma ovale, caduche

in autunno assumono un bel colore giallo ramato

Grandi cuoiose, di forma ovale, sempreverdi

Fiori

Grandi e isolati

Piccoli, riuniti in pannocchie di circa 100 o più fiori

Epoca di fioritura

Primavera (maggio)

Invernale (Novembre-febbraio)

Frutti

Colore bruno, forma tondeggiante, l’apice è depresso e circondato da cinque sepali

Colore giallo-arancio, forma rotonda o allungata

Maturazione frutti

Autunno (ottobre-novembre)

Primavera (marzo-giugno)