Ciliegio

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Il ciliegio è una pianta da frutto che può trovare posto anche nei giardini piccoli o grandi che siano.

La bellezza della fioritura non ha nulla da invidiare a quella di molte ornamentali, come i ciliegi giapponesi che possiamo considerare “cugini” in  quanto appartengono, come i ciliegi da frutto, al genere Prunus. Per essere precisi esistono due diverse specie di ciliegio coltivate per il frutto: il prunus cerasus e il Prunus avium.

La prima comprende i ciliegi acidi, distinti in amarene, visciole e marasche. Sono normalmente alberi di medio-piccole dimensioni con frutti succosi e ricchi di acidità, spesso utilizzati per confetture o liquori.

Alla specie del Prunus avium appartengono le più conosciute varietà che producono frutti molto consistenti e croccanti, i famosi “duroni”, o le varietà “tenerine”, ciliegie con polpa tenera ma dolcissima.

Il ciliegio non ha delle esigenze particolari, né per il tipo di terreno che per il clima. Vegeta bene in pianura come nella media montagna, dove è spesso presente allo stato spontaneo nei boschi di latifoglie assieme a faggi, aceri o castagni.

Di solito il ciliegio dolce viene innestato su semenzali di Prunus avium, il ciliegio selvatico o “franco”. Le piante che ne derivano raggiungono spesso dimensioni elevate e, di conseguenza, si deve riservare uno spazio sufficiente allo sviluppo (almeno 80-100 metriquadri).

Per ottenere una buona fruttificazione dal ciliegio non sono necessarie particolari cure colturali. La potatura è normalmente è limitata ad eliminare qualche ramo in eccesso per favorire la penetrazione della luce all’interno della chioma (tagli di diradamento) o nell’accorciare la cima e i rami principali per contenerne lo sviluppo (tagli di “ritorno”).

Nei terreni di media fertilità le concimazione ed irrigazioni possono essere ridotte al minimo poiché la maturazione è normalmente precoce e, durante la stagione estiva, la pianta ha esigenze limitate non dovendo più nutrire i frutti.

 

Afidi e mosca del ciliegio, parassiti da combattere

Pochi anche i parassiti che possono attaccare il ciliegio. Oltre agli afidi, gli onnipresenti “pidocchi delle piante”, che vanno contenuti con insetticidi specifici (aficidi come Pirimor®, Confidor® o Piretro naturale), l’insetto più pericoloso è sicuramente la mosca del ciliegio. Fortunatamente non è presente in tutti gli ambienti ma soprattutto in collina o dove sono presenti piante spontanee e non curate sulle quali l’insetto può riprodursi. Nelle aree infestate si può evitare il problema della mosca piantando varietà di ciliege precoci (‘Bigarreau’, ‘Early Star’, ‘Celeste’) che normalmente maturano prima della comparsa degli adulti, sfuggendo così all’attacco dell’insetto. In alternativa, su poche piante e con bassa presenza di mosca, si può tentare la cattura diretta degli adulti con apposite trappole. Diversamente, dove si rilevano forti infestazioni, non rimane altra soluzione dell’utilizzo di insetticidi a base di Dimetoato (formulati commerciali Perfektion®, Rogor® ed altri), trattando 20 giorni prima della raccolta.

 

Ciliegie e duroni: tra storia e manutenzione

Le maggiori difficoltà nella coltivazione del ciliegio sono causate dalle grandi dimensioni delle piante e dalla fruttificazione spesso scarsa ed alternante da un anno all’altro. I problemi sono stati in parte superati con la selezione di nuove varietà che, a differenza di quelle tradizionali, sono autofertili, cioè per la fecondazione e la formazione del frutto non richiedono necessariamente polline di una differente varietà. Questa caratteristica è molto importante poiché garantisce una allegazione abbondante anche quando le condizioni climatiche durante al fioritura non sono ottimali. Inoltre le varietà autofertili fruttificano anche in posizione isolata, proprio perché non necessitano di impollinazione. Quindi se desideriamo un ciliegio ma, lo spazio nel giardino è limitato ad una sola pianta, dovremo orientarci su queste varietà “autosufficienti”.

Le vecchie varietà rimangono comunque ancora valide ed hanno spesso frutti con caratteristiche qualitative insuperabili. Sono anche queste patrimonio della “cultura” dei popoli: ogni regione possiede le proprie con caratteristiche diverse.

Una curiosità è la Progressiflora, una ciliegia dall’origine botanica non ancora ben chiarita, che fiorisce e fruttifica da maggio a settembre. Sui rami, penduli come quelli del salice piangente, si possono osservare contemporaneamente frutti e fiori durante buona parte della stagione vegetativa. Questa pianta si può considerare un reperto di “archeologia botanica”, della quale rimanevano solo alcune descrizioni e dipinti risalenti ai secoli scorsi. Solo recentemente è stata scoperta la sopravvivenza di un esemplare ed è stato così possibile riprodurre questa varietà che oggi è di nuovo disponibile.

Chi desiderasse informazioni o procurarsi qualche esemplare di Progressiflora può rivolgersi a:

Associazione Pomona Italiana tel. 02-3450751

Floricoltura Briantea Bellusco (Milano) tel. 039-6021811

Le vecchie glorie…

Ecco alcune delle ciliegie  più conosciute, non autofertili, che necessitano di impollinazione incrociata e vanno quindi piantate in gruppi di 3-4 varietà diverse.

 ‘Bigarreau Moreau’ una delle più conosciute varietà, tanto che il temine “Bigarreau” è diventato in tutta Europa sinonimo di durone. Si inizia a raccogliere alla fine maggio e, come si può intuire dal nome, è di origine francese.

 ‘Mora di Cazzano’ ciliegia tipica del veronese, albero molto vigoroso. Il frutto ha polpa consistente e matura all’inizio di giugno

 ‘Moretta di Vignola’ è una ciliegia tenerina con un frutto non grosso ma dolce e saporito, ottimo per confetture. Matura nella prima settimana di giugno. Nel vignolese sono presenti esemplari centenari, di dimensioni superiori ai 10-12 metri.

 ‘Durone Nero Primo’: il re dei duroni. Ottimo per le caratteristiche qualitative dei frutti che si raccolgono a metà giugno. Come rovescio della medaglia presenta spesso una fruttificazione scarsa e incostante.

 ‘Ferrovia’ è molto diffusa in provincia di Bari, dove si raccoglie a metà giugno. Varietà produttiva, con frutti di buona qualità, dalla caratteristica forma cuoriforme.

… e le nuove leve

Queste sono alcune proposte tra le varietà ottenute recentemente. Hanno una grande capacità produttiva perché tutte autofertili e possono fruttificare abbondantemente anche in posizione isolata.

Early Star’ è una delle ultime varietà selezionate dal Dipartimento di Coltivazione Arboree dell’Università di Bologna. E’ una varietà a maturazione molto precoce (fine maggio in Emilia Romagna) 

‘Celeste’ Questa varietà, di origine canadese come le altre illustrate di seguito, matura qualche giorno dopo ‘Early Star’. Albero con portamento assurgente, quasi cipressino, adatto spazi limitati.

‘New Star’ si può considerare la più buona delle nuove varietà. Frutti consistenti (duroni) e saporiti, si raccolgono verso il 10 giugno. E’ una pianta poco vigorosa

‘Sunbrust’ produce frutti di dimensioni elevate, tra i duroni più grossi in assoluto, che non sono però molto consistenti. Il peso medio di un frutto può superare i 12-13 grammi, contro una media di 9-10.

‘Sweet Hart’ è una varietà a maturazione tardiva, verso fine di giugno nell’area di Vignola.

 


Il “calendario” del ciliegio

Rigonfiamento delle gemme

Difesa: trattare con prodotti rameici*, attivi contro i funghi. Se presenti Cocciniglie aggiungere Olio Bianco, oppure impiegare Polisolfuro di Calcio*.

Potatura:su piante molto produttive accorciare i rami di 2/3 per stimolarne la formazione di nuovi.

Comparsa dei bottoni fiorali

Difesa: attenzione agli afidi.Se già presenti combatterli con Imidacloprid (Confidor®) o Pirimicarb

(Pirimor®) o Piretro naturale*.

Inizio fioritura

Difesa: da questo momento fino al termine della fioritura, come su tutte le piante spontanee e coltivate, sono vietati trattamenti con insetticidi per non danneggiare gli insetti impollinatori dai quali dipende la fruttificazione.

Fine fioritura

Difesa: in ambienti molto umidi, o in annate particolarmente piovose, può essere opportuno trattare con fungicidi, attivi contro i marciumi, come Propiconazolo (Tilt®) o Tebuconazolo (Folicur®). Utili anche i preparati a base di Propoli*.

Caduta dei petali

Difesa: inizia il periodo più rischioso per la presenza di afidi, se presenti utilizzare gli insetticidi indicati in precedenza.

(Nota: l’efficacia del Piretro naturale* è limitata a 2-3 giorni, va distribuito verso sera perché fotodegradabile).

Scamiciatura, caduta dei resti fiorali

Difesa: soprattutto vicino ad aree boscose possono comparire larve di defogliatrici che attaccano piante ornamentali e fruttiferi. Si consiglia di utilizzare insetticidi a base di Bacillus Thuringiensis*, non tossico per uomo e animali.

Allegagione

Concimazione: in questo momento si può valutare la carica di frutti sulla pianta. Se è abbondante somministrare un concime complesso (contenente azoto, fosforo e potassio in rapporto di 2-1-3) iniziando, se necessario, l’irrigazione.

Invaiatura

Difesa: inizia il volo e l’ovodeposizione della mosca del ciliegio. La presenza è rilevata da trappole gialle* che, disposte in numero elevato su poche piante, possono limitare fortemente l’attacco. Con forti presenze utilizzare il Dimetoato o il Formotione.

Manutanzione

Raccolta: va fatta in più tempi, cominciando dalle parti più esterne e soleggiate della pianta, dove i frutti maturano anticipatamente. Non raccogliete frutti bagnati o nelle ore calde, avrete un prodotto più saporito e serbevole.

Da fine raccolta a caduta foglie

Concimazione: distribuire un concime azotato per favorire la preparazione di buone gemme a fiore, per la stessa ragione non va sospesa l’irrigazione.

Potatura: eseguire in questo periodo eventuali tagli sulla cima o sui rami principali per ridurre l’altezza e la dimensione della pianta.

Completa caduta delle foglie

Difesa: trattare con prodotti rameici* (ossicloruro o idrossido di rame o Poltiglia bordolese). E’ un intervento “polivalente” contro le avversità fungine.

Nota: di ciascun fitofarmaco è indicato il principio attivo e tra parentesi il nome del prodotto commerciale.

In grassetto sono evidenziati i trattamenti fondamentali per la difesa.

Con *sono indicati i prodotti consigliati in agricoltura biologica.


Vignola: coltura e cultura del ciliegio

A dispetto del suo nome i vigneti sono praticamente assenti a Vignola, una piccola cittadina della provincia di Modena, per la quale il ciliegio rappresenta una delle principali risorse economiche ed è patrimonio della tradizione dei suoi abitanti.

Esistono in Italia e nel mondo numerose località conosciute e rinomate per particolari prodotti: il vetro di Murano, il tartufo di Alba, il Brunello di Montalcino… e si potrebbe continuare con un lungo elenco.

Parlando di ciliegie, Vignola è sicuramente la località più conosciuta in Italia, e forse nel mondo, per la produzione di questi golosi frutti.

Anche se l’origine del nome (Vineola = piccola vigna) denota un’antica vocazione viticola, il ciliegio era presente in zona da prima dell’anno 1000. Solo alla fine dell’Ottocento la cerasicoltura assunse un livello “industriale” con la costituzione di frutteti estesi  e specializzati.

Lo spirito imprenditoriale della popolazione fece il resto. Non a caso il primo frigorifero per la conservazione della frutta fu costruito nel 1919 da Giovanni Garagnani nel vicino Savignano sul Panaro. Nel dopoguerra la produzione di frutta aumentò rapidamente e le ciliege, primo raccolto della stagione, aprirono le vie del mercato interno ed estero anche a susine, mele e pere; tutte prodotte a Vignola e nelle aree limitrofe. Il marchio di denominazione “Vignola” si affermò come sinonimo di frutta pregiata e sezionata.

Alla fine degli anni settanta il sistema produttivo cominciò però ad entrare in crisi per l’aumento del costo della mano d’opera e la difficoltà a raccogliere piante alte 10-12 metri! Questo portò a una contrazione della coltivazione del ciliegio a favore di altre specie più remunerative come susino o pero.

Il ciliegio rischiava di sparire dalle campagne vignolesi ma, grazie al lavoro di ricerca della vicina Università di Agraria di Bologna e all’impegno dei tecnici e produttori del Consorzio della Ciliegia Tipica, questo pericolo è oggi stato evitato.

Si è infatti riusciti a rinnovare i ceraseti realizzando impianti con varietà molto produttive e riducendo la crescita delle piante con nuove tecniche di potatura.

Ancora oggi comunque Vignola presenta un fascino d’altri tempi. La zona golenare adiacente al fiume Panaro, denominata “le Basse”, presenta una tipologia caratteristica. Le aziende agricole sono di dimensioni molto piccole in media 10-20.000 metri quadri, più giardini che frutteti industriali. Percorrendo le viuzze che delimitano le proprietà si possono ancora notare i resti di un’agricoltura antica, caratterizzata dalla consociazione di numerose colture, per ottenere la massima resa da questi “fazzoletti” di terra: ortaggi coltivati tra i filari di peschi, susini e Kaki; al di sopra meli o peri i quali a volte sostengono la vite. Infine i ciliegi che sovrastano tutte le altre piante con le loro chiome secolari. Questa presenza di diverse specie vegetali a livelli sovrapposti sembra una copia domestica della foresta equatoriale!

Vignola oggi non può più vantare il primato per la quantità di ciliege prodotte, superata da altre aree di coltivazione in Puglia, Campania e Veneto o in altre nazioni come Spagna e Francia. Sicuramente però la storia, l’economia e lo sviluppo di questo comprensorio è stata e rimane profondamente legata a questo frutto: oltre alla coltura anche “cultura” del ciliegio.

Ciliegi in  festa: non solo a Vignola

VIGNOLA si può raggiungere facilmente percorrendo l’autostrada A1 ed uscendo al casello di Modena sud, quindi proseguendo per circa 12 chilometri in direzione sud-est.

Indicazioni per la visita e il calendario delle manifestazioni organizzate durante il periodo della fioritura e della raccolta si possono ottenere presso:

“Consorzio della Ciliegia Tipica e della Susina di Vignola” via Barozzi 2 tel. e fax 059-773645

Centro Studi (tel. 059-762796)

sul sito web del Comune  http://www.comune.vignola.mo.it

Se Vignola è la “città delle ciliegie” più famosa, non è però l’unica che organizza feste e manifestazioni per celebrare i suoi preziosi frutti. Ecco quindi altre indicazioni su iniziative analoghe che si svolgono nel nostro paese.

ANZOLA D’OSSOLA (Varese) Sagra delle ciliegie prima domenica di giugno. Per informazioni: Municipio tel. 0323 839 09

CASTEGNERO (Vicenza) “Festa dea Siaresa” dal 15 maggio 15 giugno. Per informazioni: Municipio tel. 0444 63 90 13

CIVITELLA DI ROMAGNA (Forlì)  “Sagra mostra mercato della ciliegia” 24 giugno. Per informazioni: Municipio Pro Loco tel. 0543 98 43 11

CONVERSANO (Bari) Sagra delle ciliege, fine maggio-inizio giugno. Per informazioni: Assessorato al turismo tel. 080 495 10 27

FORCHIA (Benevento) nel mese di maggio Sagra della ciliegia. Per informazioni: EPT tel. 0824 31 99 38

LARI (Pisa) Sagra delle ciliege dalla fine di maggio. Per informazioni: Municipio tel. 0587 68 61 11

MAROSTICA (Vicenza) “Mostra delle ciliegie” fine maggio inizio giugno. Per informazioni Municipio tel. 0424 47 92 00

PERGINE VALSUGANA (Trento) Festa a fine giugno protagonisti la ciliegia e i piccoli frutti, lamponi, fragole e more. Per informazioni: A.P.T. tel. 0461 70 61 01