Biricoccolo, prugnolo, mirabolano

di

Piante rustiche e di poche pretese

Oltre alle specie da frutto universalmente diffuse esistono tante altre specie e varietà minori, piante semiselvatiche, poco coltivate, o conosciute solo a livello locale che rischiano addirittura di estinguersi. Anche questi frutti meritano di essere considerati perché presentano caratteristiche che possono esser interessanti per la coltivazione familiare.

Mirabolanti, biricoccoli e prugnoli  sono tre specie che presentano alcune affinità con le prugne (Prunus domestica, susine europee) o le susine (Prunus salicina, susine cino-giapponesi). Si tratta di piante molto rustiche, resistenti al freddo e alla siccità, adattabili a terreni poveri o “difficili”, sassosi o argillosi. Di conseguenza le cure colturali sono estremamente ridotte. La potatura è più simile a quella delle piante ornamentali, piuttosto che da frutto vere e proprie. Si possono lasciare crescere liberamente e, una volta diventate adulte, non necessitano di una potatura regolare e periodica per non alterarne l’aspetto naturale. Tra l’altro una potatura troppo intensa potrebbe ridurre la fioritura che è una delle maggiori attrattive di queste specie. Basteranno pochi tagli, limitati all’asportazione dei rami secchi o molto deboli. Eventualmente, se è necessario ridurre o contenere la crescita delle piante, si può eseguire una potatura dopo la fioritura eliminando le cime più sviluppate con alcuni “tagli di ritorno” (taglio di un ramo di tre-quattro anni da eseguire in corrispondenza di un ramo laterale).

Non sono necessarie nemmeno irrigazioni o concimazioni abbondanti. Solo quando le piante risultano “invecchiate” o con poca nuova vegetazione, si può apportare un concime azotato dopo la fioritura, per stimolare la formazione di nuovi rami e mantenere una copiosa fioritura.

Anche le avversità non creano particolari problemi e non sono generalmente richiesti trattamenti specifici.

L’impegno maggiore che richiedono queste specie è la piantagione e attendere che inizi la fioritura e la fruttificazione.

Il mirabolano, una pianta tuttofare

Specie spontanea dell’Asia Minore, il mirabolano è utilizzato come portinnesto per le varietà di susine europee e cino-giapponesi, e per l’albicocco.

Le susine europee sono probabilmente derivate da un’ibridazione tra questa specie e il prugnolo.

Il mirabolano (Prunus cerasifera) viene anche denominato “rusticano”, probabilmente per ricordare la sua grande adattabilità. Vegeta bene in terreni con elevati contenuti in argilla e calcare, resistendo meglio di altre specie alla siccità ed anche a condizioni di asfissia.

I fiori compaiono all’inizio della primavera, sono piccoli con petali di colore bianco o rosato, singoli o riuniti in piccoli grappoli.

Le foglie, piccole (5-7 cm) semplici, dalla forma ellittica, compaiono dopo la fioritura. Tipicamente sono di colore verde intenso ma sono state selezionate varietà ornamentali a foglia rossa ( Prunus cerasifera ‘Pissardi’).

Il frutto è simile ad una susina ma più piccolo, di colore rosso o giallo, dal sapore acidulo, più dolce a piena maturità.

La pianta è di rapido sviluppo e può raggiungere un altezza massima di 6-8 metri. Si può allevare come un piccolo albero ma, l’utilizzo preferibile nel giardino, è come cespuglio isolato o in gruppi per formare macchie di colore o siepi informali. Affiancando esemplari della specie comune a foglia verdi con altri a foglia rossa, si crea un piacevole contrasto cromatico.

 Il genere Prunus comprende un vasto gruppo di specie arboree da frutto: ciliegio, albicocco, mandorlo, pesco, susino. Sono le “drupacee” accomunate dal tipo di frutto, una drupa con seme contenuto all’interno di un endocarpo legnoso (il cosiddetto nòcciolo). Ma oltre alle più conosciute esistono altre specie, piccoli alberi o arbusti, che possiedono anche interessati caratteristiche ornamentali. Non richiedono cure attente, hanno una precoce e bella fioritura e possono donarci frutti dal sapore antico e non comune. Sono i “parenti poveri” delle susine.

Il biricoccolo: metà susino, metà albicocco

Il biricoccolo deriva dall’incrocio tra albicocco (Prunus armeniaca) e Mirabolano (Prunus cerasifera) per questo chiamato anche “susincocco”. Da un punto di vista botanico può essere classificato come Prunus x dasycarpa

E’ un frutto antico, conosciuto fin dal ‘700, ma che si è poco diffuso. Esistono alcune varietà diffuse a livello locale: il biricoccolo bolognese e quello vesuviano, in Italia è rimasto appunto confinato nell’area bolognese e vesuviana.

La pianta ha caratteri che ricordano entrambe le specie da cui deriva: l’epidermide dei frutti è vellutata come quella dell’albicocco, ed anche le foglie hanno una forma simile. La polpa è invece succosa, dal sapore dolce e un po’ acido, più simile alle susine.  

I frutti maturano in estate, da giugno a luglio. Oltre che per consumo fresco i frutti si possono utilizzare per marmellate.

La pianta è abbastanza vigorosa, può raggiungere i 5-6 metri di altezza, resiste bene al freddo e si può coltivare in pianura e collina. Normalmente viene innestato su mirabolano.

Il prugnolo, il guardiano delle campagne

Il prugnolo è arbusto spontaneo in tutta Italia, diffuso dalla pianura alla media collina, riproducendosi molto facilmente per seme.

Come ricorda il nome scientifico (Prunus spinosa) i suoi rami sono provvisti di spine. La pianta è di medie dimensioni (3-4 metri d’altezza) abbastanza vigorosa, la chioma folta e molto ramificata. Era spesso presente lungo le strade di campagna a delimitare le proprietà, formando siepi quasi impenetrabili.

Il prugnolo è una specie molto rustica: resiste al freddo, alla siccità, e si adatta senza problemi ai terreni argillosi e calcarei. Non viene attaccato da avversità particolari, se si esclude la presenza di afidi nel periodo primaverile, comune a quasi tute le piante ornamentali e da frutto, che sopporta comunque senza gravi danni.

La fioritura è molto precoce (febbraio-marzo), appariscente e abbondante. I rami ancora privi di foglie si ricoprono di numerosissimi piccoli fiori bianchi. Segue poi l’emissione delle foglie, piccole e verde scuro, che formano una chioma densa e compatta.

Il frutto è una piccola drupa di due-tre centimetri che assume un colore violaceo a maturità. Come le susine l’epidermide dei frutti è ricoperta da sostanze cerose (pruina). Solo a piena maturazione la polpa dei prugnoli perde l’astringenza, causata dall’abbondanza di sostanza tanniche. I frutti hanno comunque un sapore abbastanza acido, più che per il consumo fresco sono utilizzati per marmellate, distillati e in erboristeria.

E’ una pianta che ha comunque notevoli caratteristiche ornamentali ed è molto frequentata e apprezzata dagli uccelli.