Pomodoro

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Il pomodoro (Lycopersicon esculentum) è una Solanacea, come la patata, il peperone e la melanzana.

E’ una pianta a fusto sarmentoso e pubescente, (allungato, flessibile e ricoperto da una sottile peluria), ramificato abbondantemente nelle parti più basse. Nelle varietà a sviluppo indeterminato il fusto si accresce continuamente, mentre in quelle a sviluppo determinato si arresta dopo aver emesso un certo numero di fiori e di foglie.

Le foglie sono profondamente frastagliate.

I fiori, piccoli e gialli, riuniti in infiorescenze a grappolo, sono inseriti sugli internodi, nella parte opposta delle foglie. La fioritura avviene a partire dai primi palchi.

Il frutto è una grossa bacca, rossa a maturità, di pezzatura e forma diversa a seconda della varietà.

Ci sono più di 1700 cultivar di pomodoro, alcun sono antiche o legate ad ambienti e tradizioni locali, altre sono invece state selezionate in questi ultimi vent’anni e spesso sono ibridi, derivanti cioè da incroci e, come tali, non riseminabili, perché danno origine a piante diverse da quelle di origine. La cosa migliore sarebbe quella di cercare le vecchie varietà locali che più si prestano ad una coltivazione familiare e che hanno sicuramente meno esigenze delle nuove selezioni che, anche se più produttive, sono state create per un’agricoltura intensiva, sostenuta da interventi chimici consistenti.

Scelta varietale

Le varie tipologie di pomodoro vengono suddivise sia in base alla forma della bacca, sia in base all’utilizzo finale della stessa, da insalata o da conserva.

Tondo

‘Marglobe’: a sviluppo determinato, adatto ai climi molto caldi.

‘Montecarlo’: indeterminato, frutto molto grosso, resistente alle spaccature, rustico e resistente ai trasporti.

A peretta

‘S. Marzano’: a sviluppo indeterminato è il classico pomodoro da pelati, spesso soggetto al marciume apicale.

Ovale

‘Roma’: a sviluppo determinato, adatto sia per la conserva che per il consumo in insalata.

Costoluto

‘Marmande’: a sviluppo determinato, costoluto di parma, indeterminato da insalata.

A grappolo

‘Tondino’: a sviluppo determinato e contenuto, adatto anche a zone siccitose, si presta ad ad essere conservato a lungo appeso.

‘Ciliegino’: a sviluppo indeterminato con frutti piccolissimi e rotondi dal gusto  eccezionale, adatto per insalate e condimenti.

Esigenze agronomiche

Dotato di un apparato radicale fittonante che può raggiungere anche i due metri di profondità, predilige terreni abbastanza profondi e freschi, ben dotati di sostanza organica, con un pH che oscilla tra 6 e 7. Ha notevoli esigenze idriche, ma l’acqua va dosata con equilibrio, evitando di alternare periodi di siccità ad annaffiature troppo abbondanti, per non provocare lo spacco dei frutti ed il marciume apicale. Va inoltre evitato assolutamente di bagnare la parte aerea, perché questo favorisce l’insorgere di malattie fungine. L’utilizzo di pacciamatura o di un impianto di irrigazione a goccia consente di mantenere nel tempo un’umidità costante e di risparmiare acqua. Durante la fase di maturazione dei frutti una riduzione nella somministrazione di acqua consente di ottenere frutti più sapidi e con un maggior contenuto di sostanza secca (importante per la conserva!).

Nei confronti del terreno è abbastanza tollerante e si adatta più di altre piante anche a terreni con un elevato tenore di sale, come quelli vicino al mare.

Maggiori sono le esigenze in fatto di calore e di luce. Di origine tropicale, il pomodoro non tollera le basse temperature e ha bisogno di una adeguata esposizione ai raggi solari per presentare delle piante sane e dei frutti saporiti.

C’è la possibilità di associarsi a “Civilta contadina”, impegnandosi a riprodurre vecchie varietà orticole non più in vendita per motivi commerciali, e partecipando così ad una rete di “seed savers” (salvatori di semi di varietà antiche); in questo modo si hanno a disposizione vecchie varietà introvabili e si dà un contributo personale alla loro conservazione.

Per info: Civiltà contadina –  via Chiaramonti 46 – 47023 Cesena, tel. 0543 326 52, fax 178 223 05 21, www.biodiversita.info/modules/news/

 

Tecniche colturali

Se il terreno è tendenzialmente argilloso è importante lavorarlo prima dell’inverno con una vanga in modo da permettere il formarsi di una buona struttura che possa garantire uno sviluppo ottimale delle radici (rivoltando le zolle sole se ci sono infestanti da interrare). L’azione del gelo e del disgelo è, infatti, fondamentale nella disgregazione delle zolle.

Molto importante è la concimazione organica. Se si dispone di compost o letame ben maturo è meglio distribuirlo in primavera in superficie, prima di zappare e affinare le zolle. (La sostanza organica matura e humificata si presenta omogenea, di colore scuro, soffice e senza odori sgradevoli). Altrimenti il concime organico (stallatico o pollina) va distribuito tra una zolla e l’altra prima dell’inverno al momento della lavorazione del terreno. (3 – 5 kg/mq sono sufficienti).   

In assenza di concimazione organica risulta indispensabile quella minerale con un concime complesso ad elevato tenore di fosforo e potassio (50-100 g/mq). Una buona dote di sostanza organica nel terreno è però il presupposto indispensabile per avere delle piante sane, produttive e dei frutti sapidi.

Rotazioni colturali

Sono necessarie per mantenere nel tempo la fertilità del terreno, per prevenire alcune malattie di origine parassitaria e per contenere le erbe infestanti. Il pomodoro non ha grosse esigenze da questo punto di vista, l’unica pianta che non deve precedere il pomodoro è la patata. L’impostazione della rotazione delle colture interessa però tutto l’orto e quindi tanto vale impostarla correttamente. L’agricoltura biodinamica consiglia di alternare nel corso degli anni piante da frutto, da fiori, da foglia e da radice, in modo che il terreno possa nutrire in modo armonico i diversi organi delle piante.

Semina

La semina si fa in semenzaio in un luogo protetto e luminoso. Questo consente anche di anticiparne la coltivazione, seminando in una stagione ancora troppo fredda per la crescita delle giovani piantine.

E’ possibile seminare direttamente in singoli vasetti del diametro di 6-9 cm o in contenitori alveolari.

In alternativa si possono usare delle comunissime cassette in legno o plastica. I contenitori vanno riempiti con ottima terra da rinvaso, che successivamente va pressata con delicatezza con un pezzo di tavola. I semi del pomodoro sono sufficientemente grandi per essere seminati uno alla volta: si segna la posizione del seme con un bastoncino e si inserisce un seme in ogni forellino, si possono seminare a file distanti 4-5 cm, mantenendo tale distanza anche sulla fila, ad una profondità di 1 o 2 cm.

Dopo aver seminato è necessario innaffiare molto delicatamente ed in modo uniforme.  

Per non spostare i semi quando si annaffia, dopo averli ricoperti con un po’ di terriccio, si appoggia sopra alla terra un telo di cotone o di canapa, poi si toglie il telo e si rivesti la cassetta con una pellicola trasparente che andrà eliminata quando le piantine saranno nate.

Prima del trapianto il terreno va zappato per affinare le zolle; successivamente è utile creare dei solchi dove trapiantare i pomodori, profondi una decina di centimetri ad una distanza di circa un metro uno dall’altro.

La direzione ottimale dei solchi è lungo l’asse Nord-Sud, in modo che il sole nell’arco della giornata possa illuminare i due lati delle file. I solchi si scavano con una zappa o un badile e ci si aiuta con un filo teso tra due picchetti per andare diritto.

Tutori

Le piante di pomodoro a sviluppo indeterminato hanno bisogno di tutori, perché hanno un portamento sarmentoso, creano cioè lunghi tralci che non sono in grado di sorreggersi da soli (Le varietà che sono state create per l’uso industriale da pieno campo possono essere coltivate senza tutori, in quanto hanno un portamento più ridotto). E’ necessario pertanto piantare delle canne dell’altezza di 2-2,5 metri all’interno del solco, alla distanza di 40 – 60 cm l’una dall’altra, e ad una profondità di almeno a 30-40 cm: quando i pomodori saranno cresciuti e pieni di frutti dovranno reggere un peso elevato.

Se si ha lo spazio, per rendere il filare più robusto, si possono piantare dei pali in legno alle estremità delle file e tendere tre fili di ferro distanti 50 cm uno dall’altro.

Trapianto

Il trapianto si effettua quando non ci sono più rischi di gelate tardive, che nel Nord Italia coincide grosso modo con la seconda metà di aprile, mentre nel centro nella prima metà di aprile e nel sud e nelle zone più riparate verso fine marzo. Le singole piantine devono essere collocate lungo il solco ad una distanza di 40- 60 cm una dall’altra in prossimità del tutore.

Scacchiatura

I pomodori tendono a produrre molti germogli laterali che si originano dalle gemme presenti all’ascella delle foglie. I germogli ascellari vanno eliminati quando raggiungono circa 4 o 5 cm, usando se possibile una forbice per non strappare i tessuti, facilitare la cicatrizzazione delle ferite ed evitare che si infettino le piante con dei parassiti. 

Questa operazione si rende necessaria per assicurare la circolazione dell’aria e ed una perfetta insolazione dei frutti in modo da garantirne una maturazione uniforme e completa.  Lasciati crescere liberamente, infatti, danno origine a troppi fusti e una gran quantità di frutti che difficilmente riescono a maturare. La luce del sole e l’aria non riescono ad arrivare all’interno.

Se i germogli scappano e diventano troppo lunghi è meglio  però lasciarli crescere e legarli al tutore eventualmente cimandoli, in quanto la pianta potrebbe soffrire per una potatura troppo drastica.

La scacchiatura va continuata per tutto il ciclo vegetativo del pomodoro. Verso la fine dell’estate è bene cimare la pianta per permettere una maturazione migliore degli ultimi frutti.

Rincalzature

Se ne effettuano due o tre. Il pomodoro ha una grande energia vegetativa ed è in grado di emettere radici anche sopra il colletto. Coprendo la parte basale del fusto col terreno che si trova tra una fila e l’altra, si consente lo sviluppo di tali radici, permettendo una radicazione più completa e sviluppata.

Il solco che si crea nel centro può essere sempre utilizzato per l’irrigazione a scorrimento. Se l’acqua di irrigazione è di pozzo è meglio irrigare al mattino presto, in quanto il terreno durante la notte perde parte del calore accumulato durante il giorno e la sua temperatura si avvicina maggiormente a quella dell’acqua.

 

Raccolta

In genere è scalare e avviene da luglio fino ai primi geli. I frutti che non arrivano a maturazione possono essere portati in casa e lasciati in un ambiente aerato e luminoso. La maturazione può completarsi in parte, anche se le caratteristiche organolettiche dei pomodori così ottenuti non sono certamente confrontabili con quelli maturati al sole. Alcune varietà possono conservarsi a lungo appese in luoghi freschi e asciutti (pomodori a grappoli, ad es. il ‘Tondino).

Avversità

 

Malattie fungine

Verticilliosi e fusariosi, comportano l’ostruzione dei vasi che trasportano la linfa e provocano il disseccamento della pianta; la prevenzione è l’unica possibilità di difesa e si attua utilizzando varietà resistenti (alcune lo sono) e, specialmente, effettuando una buona rotazione (aspettare almeno 4 anni prima di ripiantare sullo stesso appezzamento).

Peronospora, alternaria, septoria attaccano fusti, foglie e frutti, provocando disseccamenti e marciumi. Tali malattie, che si sviluppano generalmente in presenza di climi caldo umidi, si contengono con tecniche colturali appropriate e trattamenti appositi.

Consigli di prevenzione

Non bagnare mai le foglie e la parte aerea delle piante quando si irriga.

Contenere le concimazioni azotate e non distribuire sostanza organica non matura durante la vegetazione delle piante.

Effettuare trattamenti preventivi in primavera con prodotti a base di rame o con altri prodotti naturali (decotto di equiseto, infuso di aglio e cipolla, propoli ) con cadenza quindicinale o subito dopo ogni pioggia; tisane di ortica, achillea e fiori di tarassaco, nebulizzate sulle foglie, hanno effetti positivi sul raccolto e ne favoriscono la crescita e la forza. Il pomodoro si avvantaggia anche di irrorazioni a base di macerati ottenuti dalle sue stesse foglie.

Marciumi apicali

Alcune varietà ne vanno particolarmente soggette. Sono alterazioni di natura non parassitaria, la cui origine non è completamente chiara. Molto probabilmente sono dovute a squilibri idrici (periodi di siccità a cui segue un’improvvisa disponibilità di acqua) associati a carenza di calcio.

Insetti

Le cimici e gli afidi possono creare in certe annate dei problemi. Le prime provocano punture ai frutti, le seconde ai giovani germogli. Rimedi: macerati di aglio e cipolla, macerato di ortica, sapone liquido di Marsiglia diluito in acqua (5-10 %).

Coltivazione del pomodoro e biodinamica

Effettuare le semine in luna crescente (luna nuova), i trapianti e le rincalzature in luna discendente (tempo di piantagione), scegliendo comunque sempre i giorni di calore. Un trattamento al terreno col preparato 500 prima della lavorazione principale e delle rincalzature ne migliora profondamente gli effetti. Il preparato 501 si può utilizzare quando si sono formati i primi frutticini, effettuando due o tre trattamenti al mattino presto, con giornate soleggiate, in giorni di aria o calore, per migliorarne le caratteristiche organolettiche.

(Disegni di Daniela Baldoni)