ITALIA – LIGURIA Pallanca esotico a Bordighera

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Il giardino sullo scoglio
Il Giardino Esotico Pallanca, a Bordighera, ospita sulle sue terrazze a picco sul mare, preziose rarità e bellissimi esemplari di cactus e di piante succulente: una raccolta di piante esotiche tra le più complete, allestita in un ambiente che incanta appassionati del settore e visitatori.

Oltre tremila specie di cactacee e succulente, tra le quali molte tra rare e rarissime, distribuite in circa diecimila metri quadrati di giardino roccioso a picco sul mar Ligure. Un giardino davvero insolito, quello dei Pallanca a Bordighera. Un giardino fatto di piccole terrazze, di fasce sostenute da muretti a secco, di minuscole tasche di terra scavate nella roccia dove fioriscono piante esotiche che fanno la gioia degli appassionati. Piante che sono state collezionate in anni ed anni di ricerche, di paziente lavoro, di sapienti riproduzioni e che hanno contribuito all’allestimento di numerosi giardini botanici d’Europa, in particolare del Parco di Barcellona che vanta un settore dedicato alle piante esotiche e, recentemente, della zona esotica dei bellissimi Giardini di Castel Trauttmansdorff di Merano la cui realizzazione è stata affidata appunto a Pallanca.
Questo che oggi è uno dei giardini esotici più preziosi del settore e uno dei più piacevoli da visitare poiché, al rigore della raccolta botanica unisce un’ambientazione suggestiva che incanta il visitatore, un tempo era soltanto uno scoglio di liscia arenaria. Lo scoglio venne poi tagliato per fare i muri a secco e poter quindi coltivare il terreno a terrazze, le tipiche fasce che caratterizzano i pendii dei colli di tutta la Liguria, e via, via si è ingrandito con il lavoro e la passione di tre generazioni di Pallanca. Dal primo Bartolomeo che nel 1910 fondò lo stabilimento orticolo-floreale “B.Pallanca” al nipote Barth che, dopo aver ampliato ed ordinato tassonomicamente il giardino, lo ha aperto al pubblico dal 1989.

Un clima ideale
Adagiato in una insenatura protetta dal Monte Moro, il giardino gode di un microclima particolarmente favorevole, nel clima già mite della Riviera. Infatti, spiega Barth Pallanca, quando d’inverno a Bordighera ci sono zero gradi – e questo capita veramente di rado – qui ci sono almeno tre gradi in più, il che lo rende ideale per la coltivazione delle cactacee, piante che in genere non tollerano il gelo.
Di terrazza in terrazza, salendo i ripidi gradini scavati nella roccia, si fanno incontri bellissimi ed insoliti: piante colonnari alte più di 5 metri, distese di Echinocactus grusonii coperti di spine d’oro che hanno fatto loro meritare il nome di “barile dorato”. E poi Ferocactus dagli aculei minacciosi, mamillarie che formano grandi cuscini, Trichocereus dalle generose fioriture e minuscoli Ariocarpus trigonus molto rari e ricercatissimi dai collezionisti. I cactus rari e meno rari convivono con agavi imponenti, con ricche collezioni di euforbie, con i solari papaveri della California, le gazanie, i mesembriantemi e le buganvillee che donano al giardino colori intensi. Bellissima inoltre e particolarmente ricca la collezione di Opuntia, che Barth Pallanca consiglia vivamente per i giardini del Sud e per i terrazzi più assolati, avendo l’accortezza, aggiunge, di non limitare la scelta solo alle due o tre specie più conosciute, ma allargandola alle specie più decorative per i fiori, le spine o le tonalità di verde delle pale.
Tra tanta bellezza e tante rarità un posto d’onore è riservato ad una pianta che invece è nota per la sua utilità, l’Aloe vera, conosciuta anche come “pianta delle bruciature” o “pianta del pronto soccorso”. “Introdotta” da alcuni anni in Europa proprio da Barth Pallanca, l’Aloe vera è comunque nota fin dal 1700 per le sue proprietà curative ed utilizzata oggi come antibiotico naturale, come ammorbidente della pelle e soprattutto nel trattamento delle ustioni. Una pianta così, ci dice Pallanca, potremmo coltivarla anche in casa: ha bisogno soltanto di un davanzale molto soleggiato, con innaffiature moderate in primavera ed estate, ed autunni e inverni all’asciutto. Ma, aggiunge, molte altre piante di questo giardino, potrebbero vivere e fiorire nelle nostre case…

Coltivare cactus e succulente
Quali tra i cactus e le succulente che ammiriamo qui, potremmo coltivare nelle nostre case?
Barth Pallanca chiarisce subito: – Tutte le succulente sono adatte ad essere coltivate in casa, purchè in zona luminosa. Problemi di temperatura non ce ne sono. Naturalmente, con i 20° di temperatura che, d’inverno, ci sono nelle nostre case, non si interrompe il ritmo vegetativo, la pianta non va in riposo e questo inibisce la fioritura.

Come farle fiorire allora?
B.P.- in un clima continentale, tipico della pianura padana, si fa una concimazione autunnale non azotata ma ricca di fosforo e potassa e si mettono le piante in un luogo non riscaldato ma luminoso, ad esempio sulle scale senza temere per il freddo dato che, sino ad una temperatura di zero gradi, le piante non soffrono. Per tutto l’autunno e l’inverno si innaffia solo una volta al mese poi, dall’inizio della primavera si ricomincia ad innaffiare così le piante riprendono il ciclo vegetativo e cominciano a fiorire.

Ma se le piante devono restare in casa?
B.P. –Per le piante costrette in casa consiglio una illuminazione con una lampada a luce fredda e delle innaffiature molto abbondanti che le faranno vivere bene anche se non le vedremo fiorire.

A proposito di innaffiature, è sempre difficile stabilire il “quanto”
B.P.-Non esiste una posologia giusta, si può anche saltare una innaffiatura e non succede niente di grave, ma quando si innaffia, bisogna farlo come se piovesse. Ad esempio si possono mettere le piante sotto la doccia così si lavano bene e si liberano dalla polvere, poi si lasciano sgrondare completamente e si rimettono al loro posto senza mai lasciare, però, dell’acqua nel sottovaso! Il danno maggiore lo fa il “goccino” d’acqua che bagna solamente il colletto della pianta perché in questo modo si apre la strada alle malattie fungine, mentre le radici restano a secco.

Detto questo, Barth Pallanca, signore dei cactus e delle succulente, si allontana lungo le scale del giardino e ci invita a seguirlo, perché, ci dice, lassù ci sono alcuni esemplari di Mammillaria che proprio ora sono in piena fioritura.

Notizie utili
L’ingresso al Giardino esotico Pallanca si trova sulla Via Aurelia (S.S. N.1) nel tratto che prende il nome di Via Madonna della Ruota. Davanti al giardino, sia in direzione Ovest, verso Bordighera, che in direzione Est, verso Sanremo, c’è la fermata degli autobus con passaggi ogni 15 minuti.
All’ingresso ci sono inoltre parcheggi per autobus e per autovetture.
Il giardino che è stato recentemente riconosciuto come Ente Museale, è aperto tutto l’anno escluse tre settimane a novembre.
Orario invernale: dalle 9.00 sino al tramonto
Orario estivo (da giugno a settembre): ore dalle 9.00 alle 12,30 e dalle 15.00 alle 19.00
Il biglietto di ingresso costa euro 5,50 ed è corredato da una guida alla visita chiara ed esauriente.

Foto di Ermes Lasagni con didascalie di Barth Pallanca

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